Liste di attesa in Toscana, è un bilancio in chiaroscuro
Il Corriere Fiorentino scrive che è un bilancio in chiaroscuro quello che Agenas, l’Agenzia nazionale per i sistemi sanitari regionali, fa sulle liste d’attesa in Toscana. Gli standard restano molto buoni per gli esami diagnostici, ancora non all’altezza per le prime visite specialistiche, penalizzate dagli scarsi risultati sulla Dermatologia — disciplina su cui la Regione ha promesso una riforma — con un lieve allungamento dei temi di attesa per entrambi i settori. La Toscana detta invece la linea sull’appropriatezza, ovvero sull’evitare ricette inutili che ingolfano il sistema. Il confronto è tra i primi 9 mesi di quest’anno con lo stesso periodo del 2025.
Sul fronte degli esami diagnostici, il rispetto dei tempi prescritti nelle ricette cala dal 91,5% al 90%, comunque ben al di sopra della sufficienza indicata dallo Stato nell’80% (e in linea con il ben più ambizioso obiettivo regionale del 90%). Si tratta della quarta miglior prestazioni tra le Regioni. Il numero degli esami prescritti da medici di famiglia e specialisti è praticamente identico nei due periodi confrontati: si passa da 671.924 a 669.652.
Quanto alle prime visite specialistiche, il bilancio non è altrettanto positivo: la Toscana è quindicesima in classifica tra le Regioni, ma quel che più conta è quel 77,5% di rispetto dei tempi, oltretutto inferiore al 78,6% dei primi 9 mesi del 2025. Se le urgenze (3 giorni di attesa massima) sono abbondantemente rispettate e le urgenze brevi (10 giorni) vedono la sola Dermatologia insufficiente (68,6%), le urgenze differite (30 giorni) contano sei bocciature su 14 macro-specialità, con la solita Dermatologia a fare da fanalino di coda (59,3%).
Su questo fronte la promessa dell’assessora regionale alla Salute, Monia Monni, è una rivoluzione per separare i controlli periodici dei nei dalle altre visite sull’epidermide, oggi strette in un unico imbuto. Tra 2025 e 2026 si registra anche un 2% delle ricette per le prime visite, calate da 908.232 a 886.438.
Di contro, Agenas spiega che in Toscana il 4,1% delle ricette ha priorità programmata, il record, contro una media nazionale del 34,9%. «Significa che siamo i migliori — dice Niccolò Biancalani, medico di famiglia pratese e segretario nazionale del sindacato Fimmg — Significa che i malati cronici da noi sono presi in carico dal sistema che via via fissa loro le visite di secondo livello, mentre altrove devono tornare ogni volta dal medico di famiglia per avere una nuova prima visita». Insomma, la Toscana fatica a erogare la prima visita, ma poi è la più efficiente una volta che il malato è stato preso in carico.
Ma secondo l’assessora Monni, il fatto di evitare le visite programmate ribalta la lettura dei dati, perché la Toscana si impone tempi più stretti degli altri: «La maggior parte dell’attività si concentra nella fascia differibile (D). Questo significa che il nostro carico è più grosso nel garantire i tempi di attesa, ma lo facciamo andando incontro alle esigenze del cittadino: più prestazioni, e in meno giorni».





