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Sanità’

Alla sanità toscana mancano 190 milioni e l’assessora Monni impone una dieta dimagrante su farmaci, investimenti e assunzioni

La Toscana si allea con le altre cinque Regioni governatore dal centrosinistra per chiedere al governo Meloni tre miliardi di euro in più per il sistema sanitario per il 2027. I presidenti di Toscana, Emilia-Romagna, Umbria, Sardegna, Campania, Puglia, in una nota ammonioscono: «Il governo ascolti il proprio ministro della Salute.  È stato lo stesso Orazio Schillaci a indicare in 5,5 miliardi di euro le risorse aggiuntive necessarie per sostenere il Fondo sanitario nazionale. Eppure, secondo le ultime indiscrezioni, nella prossima Finanziaria sarebbero disponibili poco meno di 2 miliardi e mezzo. Una distanza evidente e inaccettabile tra i bisogni del Servizio sanitario nazionale e le risposte che il governo sembra voler dare». Ne parla il Corriere Fiorentino.

Eugenio Giani, Michele De Pascale, Stefania Proietti, Alessandra Todde, Roberto Fico e Antonio Decaro, ribadiscono la necessità assoluta di finanziare adeguatamente la sanità pubblica italiana: «In gioco c’è la tenuta del sistema. Non è possibile chiedere alla sanità pubblica di fare sempre di più con risorse che non crescono in misura adeguata all’inflazione. A confermare la gravità della situazione sono anche le prospettive della spesa sanitaria pubblica in rapporto al Pil, che secondo le stime richiamate nel Documento di finanza pubblica passerebbe dal 6,14% nel 2026 al 5,78% nel 2029. Sono numeri certificati dalla Corte dei Conti».

Se per i sei governatori la «sanità va messa al centro della prossima finanziaria» e la cifra indicata da Schillaci è persino inferiore rispetto alle stime delle Regioni, per la Toscana nel 2027 quei 3 miliardi mancanti significherebbero circa 190 milioni di euro da coprire altrimenti. Cui si potrebbero aggiungere, ma per ora è solo un’ipotesi, altri 140 milioni di mancato gettito per la sospensione del bollo auto. 

Una mazzata da oltre 300 milioni che non verrebbe compensata dalla chiusura di alcuni mutui, prevista per il 2027, calcolata in circa 100 milioni. Pensare che già in questo 2026, chiudere i conti non sarà affatto semplice per il governatore Giani, visto che i 200 milioni che arrivano dall’addizionale Irpef non basteranno a coprire il divario tra finanziamenti ricevuti e spese sostenute, calcolato un paio di mesi fa in circa 380 milioni. Tanto che l’assessora regionale alla Salute Monia Monni (nella foto) ha imposto a Asl e ospedali una cura dimagrante molto rigida: tagli alla spesa farmaceutica, rinvio di investimenti e assunzioni.

Il problema di fondo da oltre 15 anni si ripete con i governi di ogni colore: i soldi alla sanità aumentano ogni anno, ma quasi sempre meno dell’inflazione, così da impoverire via via il sistema. 

La Toscana è passata da ricevere dallo Stato 7,5 miliardi nel 2022, a prenderne 8,3 nel 2026 (quest’ultima è ancora una stima). Ma il rapporto tra Fondo Sanitario e Pil, la vera spia del valore dei finanziamenti, cala: dal 6,27% del 2022 al 6,14% del 2026 (dato Gimbe). Col rischio di scendere sotto il 6 nel 2027. 

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