Tavaglio sentenzia: “Non c’è la Russia dietro le rivolte e i disordini di questi giorni”
Il direttore Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano critica la tendenza di politici e giornali europei ad attribuire alla Russia un ruolo nelle rivolte e nei disordini che stanno attraversando diversi Paesi del continente. Secondo l’editorialista, il richiamo alle presunte interferenze del Cremlino rischia di diventare un espediente per evitare di affrontare le responsabilità dei governi e le ragioni del crescente malcontento sociale. Travaglio cita le dichiarazioni del senatore Enrico Borghi, della deputata Lia Quartapelle e del ministro della Difesa Guido Crosetto, che hanno evocato possibili ingerenze straniere e forme di guerra ibrida condotte attraverso i social network. L’autore contesta queste interpretazioni, sottolineando come vengano avanzate senza che siano emerse prove concrete di un coordinamento russo delle proteste. La polemica si estende anche alla stampa e ai leader europei, accusati di ricorrere sistematicamente alla minaccia russa per spiegare crisi politiche, cali di consenso e tensioni interne. Travaglio richiama, tra gli altri, precedenti dichiarazioni di Emmanuel Macron, Pedro Sánchez e dello stesso Crosetto, che avrebbero attribuito a Mosca episodi controversi o fenomeni migratori senza adeguati riscontri. Per l’editorialista, questa narrazione finisce per trasformare Vladimir Putin in un capro espiatorio universale, utile a giustificare i fallimenti della classe dirigente europea. Anziché interrogarsi sulle cause della sfiducia dei cittadini e sull’incapacità di rispondere alle loro richieste, conclude Travaglio, i governi preferirebbero individuare un responsabile esterno, sottraendosi così a un’assunzione di responsabilità politica.





