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Le violenze di Milano non possono diventare terreno di scontro elettorale

Beppe Severgnini sul Corriere della Sera sostiene che Milano debba reagire con fermezza alle violenze e ai saccheggi dell’ultimo fine settimana, senza concedere attenuanti ai responsabili. Quattro quinti dei fermati sono minorenni, ma la giovane età non può giustificare devastazioni, furti e aggressioni che hanno provocato il ferimento di cento poliziotti. Secondo Severgnini, i social network hanno avuto un ruolo decisivo, offrendo ai protagonisti delle violenze una vetrina per esibire le proprie imprese. Le cause sociali, familiari ed educative devono essere indagate, ma senza trasformarle in giustificazioni. Chi ha commesso quei reati deve comprenderne la gravità ed essere punito. Severgnini ricorda le devastazioni compiute dai black bloc il primo maggio 2015, durante l’inaugurazione dell’Expo. Anche allora Milano subì un grave affronto, ma seppe reagire, trasformando quella stagione in un’occasione di rilancio e di nuova consapevolezza civica. Una risposta analoga potrebbe arrivare oggi.

La città, osserva, ha sempre dimostrato di saper superare le difficoltà e di non rassegnarsi alla prepotenza. Occorre però una reazione concorde, che coinvolga tutte le forze politiche senza distinzioni di schieramento. Sarebbe grave se, alla vigilia dell’elezione del successore di Beppe Sala, le violenze diventassero terreno di scontro elettorale. La tradizione milanese di collaborazione tra vincitori e sconfitti deve prevalere anche in questa circostanza. Severgnini conclude che, accanto alla condanna, bisogna interrogarsi sul vuoto educativo e culturale che spinge ragazzi giovanissimi a imitare i comportamenti esaltati da alcuni trapper. Famiglie e scuola sono chiamate a confrontarsi con queste responsabilità. Quanto alle sanzioni, considera il carcere minorile meno efficace del risarcimento dei danni e dei servizi sociali obbligatori. Milano potrebbe così elaborare una risposta capace di affrontare non soltanto l’emergenza, ma anche le difficoltà della convivenza futura. Sarebbe un modo per confermare la propria reputazione di città capace di innovare e indicare soluzioni al resto del Paese.

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