Quali sono i vantaggi della Fondazione Mps e di Siena se aderisce all’opas di Intesa
Gianluca Marzucchi e Adriano Tortorelli*.
Come un fulmine a ciel sereno. O quasi. La presa di posizione del Presidente della Fondazione MPS, Riccardo Coppini, che ha annunciato l’intenzione di proporre alla Deputazione Amministratrice una valutazione positiva dell’OPAS di Intesa Sanpaolo su Banca Monte dei Paschi di Siena, e la conseguente adesione all’offerta, apre necessariamente alcuni interrogativi.
Non vogliamo entrare nel merito della legittimità delle scelte della Fondazione, né tantomeno stabilire chi debba vincere una partita finanziaria. La questione che interessa Siena è un’altra: quali garanzie concrete accompagnano questa scelta per i lavoratori, per la città e per il territorio?
Se queste garanzie esistono, credo sia importante che vengano rese note, essendo la FMPS nominata quasi interamente dagli enti del territorio.
E soprattutto sarebbe opportuno capire se siamo di fronte a rassicurazioni o dichiarazioni di intenti oppure a impegni precisi, formalizzati e verificabili sul mantenimento del legame con Siena, sulla tutela dell’occupazione e sul ruolo che il territorio potrà continuare ad avere. Solo dopo viene l’altro elemento.
La stessa Fondazione ha spiegato che l’orientamento del Presidente è maturato anche alla luce delle analisi tecniche richieste. È quindi legittimo chiedere anche quale vantaggio economico e patrimoniale tali analisi abbiano individuato per la Fondazione nell’adesione all’OPAS rispetto alle possibili alternative. E’ un’informazione rilevante, ma non può essere l’unico metro di giudizio. La Fondazione, infatti, non è un investitore qualsiasi.
Oggi possiede lo 0,2% di Banca Monte dei Paschi di Siena, una partecipazione piccola dal punto di vista azionario, ma il suo peso storico, istituzionale e politico per Siena è evidentemente molto più grande di quella percentuale. Inoltre siamo ancora nel pieno di una fase decisiva: l’assemblea degli azionisti di Banca Monte dei Paschi di Siena è convocata per il prossimo 29 ottobre e dovrà pronunciarsi sulle operazioni strategiche di particolare rilevanza.
Per questo riteniamo che oggi l’ordine delle priorità debba essere molto chiaro: prima conoscere le garanzie per Siena, per il territorio e per i lavoratori; poi comprendere quali siano i vantaggi patrimoniali che hanno portato il Presidente della Fondazione ad orientarsi verso l’adesione.
Se garanzie concrete non ci sono ancora, allora questo è precisamente il momento in cui le istituzioni e gli enti nominanti devono far sentire la propria voce, utilizzando tutto il peso istituzionale disponibile per contribuire a ottenere condizioni chiare e verificabili. Peraltro mancano ancora le conclusioni dell’Antitrust, e quelle del Governo che ha promesso prescrizioni all’Opas.
La partita finanziaria la giocano ovviamente gli azionisti, ma la FMPS pur avendo una (ormai piccola) partecipazione, non è certamente un azionista qualsiasi. La nostra partita deve essere un’altra: difendere gli interessi di Siena. Ed è una partita che, fino all’ultimo momento utile, abbiamo il dovere di giocare.
*Gianluca Marzucchi e Adriano Tortorelli sono consiglieri comunali





