Se anche l’Italia prende fuoco: camionisti e studenti sulle strade e in piazza
Dopo le minacce gli autotrasportatori sono passati ai fatti con una protesta che, tra blocchi e code, sta infiammando il sud Italia. Dalla Calabria alla Sicilia, passando per Puglia, Basilicata e Campania, l’obiettivo è ottenere a stretto giro provvedimenti immediati da parte del governo nazionale contro il caro-carburante. “Sono sei mesi che chiediamo un confronto. Lunedì abbiamo organizzato un’organizzazione pacifica di fronte alla Cittadella Regionale e non avendo avuto nessun riscontro siamo arrivati alla proclamazione del fermo – spiega Mario Pansini, coordinatore regionale della Federazione Autotrasporti Logistica (Fedralog) Calabria –. Siamo pronti ad andare a Roma con i nostri Tir se entro il 20 ottobre, ultimo giorno della nostra protesta regionale, non avremo avuto risposte concrete alle nostre richieste”.
La convocazione per il 27 ottobre delle rappresentanze del settore dell’autotrasporto arrivata giovedì dal Mit non è bastata a sedare gli animi. Un incontro volto a scongiurare lo spettro di uno sciopero nazionale che, tuttavia, a fronte dell’inasprirsi delle proteste, – secondo il presidente di Fai e Unatras Paolo Uggè – “va anticipato”.
Anche gli studenti italiani stanno imitando i loro colleghi francesi e sono scesi in piazza. All’inizio della settimana potrebbero svilupparsi altre proteste.





