Blog - Stefano Bisi
Fondato da Stefano Bisi
Q8
Esteri

Ucraina, sbagliato alimentare l’idea di una sconfitta inevitabile che paralizza l’azione occidentale

Il direttore Claudio Cerasa sul Foglio sostiene che nel dibattito sulla difesa dell’Ucraina alcune parole siano diventate tabù: armi, riarmo, pace giusta e, soprattutto, vittoria. Parlare di vittoria significa infatti riconoscere la minaccia rappresentata dalla Russia, individuare un obiettivo e agire di conseguenza. Evitare questa prospettiva, dando per scontato che Vladimir Putin raggiungerà comunque i propri scopi, favorisce invece le posizioni favorevoli al disimpegno occidentale. Cerasa osserva che la vittoria non deve essere misurata soltanto in termini territoriali, ma anche attraverso i risultati strategici già conseguiti, come l’ingresso della Finlandia nella Nato, l’avvicinamento dell’Ucraina all’Unione europea e la sua trasformazione in un centro di innovazione tecnologica per la difesa europea.

Cerasa richiama due recenti interventi che hanno contribuito a superare questo tabù. Giorgia Meloni, parlando in Parlamento, ha sostenuto che difendere l’Ucraina sia non soltanto giusto, ma anche utile per consentirle di conseguire risultati militari. Ha ricordato le difficoltà dell’avanzata russa e attribuito l’intensificazione degli attacchi contro la popolazione civile all’incapacità di Mosca di piegare gli ucraini sul campo di battaglia. Cerasa cita inoltre i dati dell’Institute for the Study of War relativi a settembre, secondo cui gli ucraini avrebbero riconquistato più territorio di quanto ne abbiano conquistato i russi. Un secondo intervento è quello del generale Alexus Grynkewich, comandante della Nato in Europa, che ha presentato a Varsavia un piano di deterrenza denominato «Teoria della vittoria». Cerasa conclude che, sebbene il piano della Nato riguardi la difesa del territorio dell’Alleanza e non direttamente la vittoria militare ucraina, le due questioni sono strettamente collegate. Alimentare l’idea di una sconfitta inevitabile paralizza l’azione occidentale e svuota di significato il sostegno a Kiev. Riconoscere invece che la deterrenza e gli aiuti militari possono produrre risultati consente di individuare una prospettiva concreta. Il vero tabù da superare è dunque la riluttanza a riconoscere la minaccia russa e ad avere fiducia nella capacità dell’Occidente di contrastarla senza rassegnarsi alla resa.

Q8
Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti

Altre notizie da ESTERI

Tutte →