Mattarella: “Le tecnologie digitali come opportunità per la ricerca e la cultura”
Il presidente della Repubblica invia un messaggio a Flavia Piccoli Nardelli, presidente dell’AICI, in occasione dell’assemblea annuale degli istituti culturali. Al centro il valore del patrimonio italiano, il sostegno pubblico, l’autonomia delle istituzioni e le opportunità delle tecnologie digitali, da utilizzare per rafforzare la ricerca e il confronto democratico.
La cultura come motore di crescita personale e collettiva, patrimonio identitario dell’Italia e risorsa essenziale per la qualità della democrazia. È questo il messaggio al centro dell’intervento del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, indirizzato a Flavia Piccoli Nardelli, presidente dell’Associazione delle istituzioni di cultura italiane (AICI), in occasione dell’assemblea annuale dell’organizzazione.
Nel suo saluto, il capo dello Stato sottolinea il ruolo della cultura nella costruzione del capitale sociale del Paese e nella formazione di una società più consapevole e partecipativa. Per l’Italia, il patrimonio di arte, memoria e conoscenze rappresenta infatti uno dei principali elementi di identità nazionale, ma anche una piattaforma di dialogo e confronto con il resto del mondo.
Mattarella riconosce il contributo delle istituzioni culturali associate all’AICI nella tutela dei patrimoni documentali, nella promozione della ricerca storica e nella diffusione della conoscenza. Un lavoro che non riguarda soltanto la conservazione del passato, ma contribuisce anche all’educazione alla democrazia e alla creazione di occasioni di partecipazione attiva alla vita pubblica.
Un significato particolare assume, in questo contesto, l’anno in cui si celebrano gli 80 anni dalla scelta repubblicana. La memoria di quel passaggio storico rappresenta un riferimento per comprendere le radici delle istituzioni democratiche e trasmetterne i valori alle nuove generazioni.
Nel messaggio il presidente della Repubblica richiama anche il riconoscimento assicurato dalla legge 534 del 1996 a fondazioni, accademie e istituti culturali. A trent’anni da quel provvedimento, il principio dell’autonomia delle istituzioni culturali conserva tutta la sua centralità.
La possibilità di operare in autonomia, accompagnata da adeguate forme di sostegno pubblico, costituisce una condizione importante per garantire continuità alla ricerca, alla conservazione del patrimonio e alla produzione culturale. Un sistema pluralistico di istituzioni, con storie, competenze e orientamenti differenti, rappresenta una ricchezza per l’intero Paese.
Un altro tema affrontato da Mattarella riguarda le trasformazioni tecnologiche e il loro impatto sulla circolazione delle informazioni e sul confronto pubblico.
L’era digitale richiede attenzione, affinché le nuove tecnologie non diventino strumenti di riduzione della complessità, manipolazione o limitazione del libero confronto. Allo stesso tempo, possono offrire opportunità importanti per rinnovare il lavoro delle istituzioni culturali.
Tra le prospettive indicate figurano il rafforzamento della ricerca, la messa in rete dei patrimoni archivistici e documentali e lo sviluppo di nuove forme di collaborazione tra istituzioni italiane, europee e internazionali.
Il messaggio del presidente della Repubblica ribadisce infine il valore del pluralismo culturale. La varietà dei percorsi di ricerca, delle tradizioni di pensiero e dei progetti promossi dagli istituti costituisce una risorsa da preservare e valorizzare.
La cultura, attraverso la conoscenza della storia e la trasmissione della memoria, contribuisce infatti a mantenere vivo il confronto democratico e a costruire le condizioni per guardare al futuro. È in questa funzione, oltre che nella tutela del patrimonio, che si misura il ruolo delle istituzioni culturali nella società italiana.





