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Quel video della resa di Maduro tra le manette e il “buon anno”

di Ariel Warschauer.

Non c’è stato il linciaggio di piazza né il nascondiglio in un bunker sotterraneo. Per Nicolas Maduro, il tramonto del potere ha assunto le forme gelide e spettacolari di una procedura federale americana. Il presidente deposto del Venezuela è atterrato negli Stati Uniti non come un capo di Stato, ma come un detenuto sotto massima sorveglianza, protagonista di una “passerella” mediatica che segna la fine di un’era.

Il video della cattura: dai pigiami alle manette

Le immagini che circolano in rete documentano un declino fisico e simbolico inarrestabile. Prelevato dalla sua camera da letto a Caracas in pigiama chiaro, Maduro è apparso via via trasformato dai trasferimenti: prima la tuta grigia d’ordinanza per il volo, poi una felpa di fortuna e, infine, il dettaglio che più scuote l’opinione pubblica sudamericana: le manette ai polsi e i calzini bianchi nelle ciabatte.

Mentre scendeva la scaletta dell’aereo, circondato da un cordone di agenti dell’FBI, Maduro ha tentato un ultimo, paradossale gesto di spavalderia. Nonostante il passo claudicante e il disorientamento visibile dietro un cappuccio alzato, l’ex leader ha alzato i pollici e ha augurato “buon anno” ai presenti, in un corridoio della DEA trasformato in un set per la sua definitiva catalogazione giudiziaria.

“Il colpevole ha camminato”, ha commentato lapidariamente l’account ufficiale della Casa Bianca, ufficializzando lo status di prigioniero del leader venezuelano.

Il destino di Cilia Flores

A differenza del marito, alla ex “Primera Combatiente” Cilia Flores è stata risparmiata l’umiliazione delle telecamere. Di lei non esistono foto del momento della cattura, ma il suo destino è identico a quello del compagno di una vita: il carcere di Brooklyn. La coppia passerà dalle comodità del Palazzo di Miraflores alle celle di uno dei centri di detenzione più discussi e degradati degli Stati Uniti.

MDC Brooklyn: un inferno per VIP e narcotrafficanti

Il Metropolitan Detention Center (MDC) di Brooklyn, dove Maduro e Flores attendono il giudizio, è noto per essere una “polveriera” di violenza e degrado. Non è un luogo per detenuti comuni, ma un limbo d’acciaio che ha ospitato nomi del calibro di R. KellySean “Diddy” Combs e il mago delle criptovalute Sam Bankman-Fried.

Per Maduro, che per anni ha sfidato “l’imperialismo yankee” dai balconi di Caracas, inizia ora la battaglia legale più difficile, tra le mura di una cella che non fa sconti a nessuno.

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