Ora il governa dica quando si andrà a votare nel 2027: marzo o settembre
Francesco Verderami sul Corriere della Sera sostiene che la nuova legge elettorale, approvata definitivamente dalla Camera, persegua due obiettivi condivisibili: garantire la stabilità dei governi e restituire agli elettori la possibilità di scegliere da chi essere governati. Una maggioranza stabile può realizzare il proprio programma nell’intera legislatura e rafforzare la posizione dell’Italia nei rapporti internazionali. Lo Stabilicum intende inoltre rendere più trasparente il rapporto tra cittadini e politica, evitando alleanze impreviste come quelle che, tra il 2018 e il 2021, portarono Giuseppe Conte a guidare due governi sostenuti prima dalla Lega e poi dal Partito democratico. Verderami individua però il limite principale della riforma nella sua approvazione da parte della sola maggioranza. Ancora una volta i partiti non sono riusciti a trovare un’intesa sulle regole del gioco, confermando un bipolarismo che esclude per principio l’accordo con gli avversari. La legge presenta inoltre possibili criticità sulle quali potrebbe pronunciarsi la Corte costituzionale. Il voto della Camera assume comunque un significato politico decisivo perché apre una campagna elettorale nella quale non sarà in gioco soltanto il governo, ma anche la futura elezione del presidente della Repubblica. La corsa al Quirinale condiziona già le strategie dei partiti, complicando gli equilibri del campo largo e quelli di un centrodestra intenzionato a confermare la propria vittoria. Verderami conclude che queste tensioni rischiano di distogliere l’attenzione dai problemi del Paese, aggravati dalla crisi internazionale e dalle sue conseguenze economiche. Il governo dovrebbe chiarire quando intenda concludere la legislatura, dal momento che le ipotesi oscillano tra marzo e settembre del prossimo anno. Sarà un passaggio delicato anche nei rapporti tra la presidente del Consiglio e il capo dello Stato, cui la Costituzione attribuisce il potere di sciogliere le Camere. Resta infine da capire se la nuova legge avrà una durata maggiore delle precedenti, consentendo all’Italia di dotarsi di un sistema elettorale consolidato.





