Area ex Beko, sorprende la sorpresa per l’annuncio della disponibilità di Leonardo ad investire su Siena
Stefano Bisi.
Sorprende la sorpresa. Più o meno si registrano reazioni a bocca aperta all’annuncio del ministro Urso della disponibilità di Leonardo a ragionare su un investimento nell’area ex Beko di viale Toselli a Siena. Perché sorprende la sorpresa? Il nome dell’azienda presieduta dall’esponente aretino di Fratelli d’Italia Francesco Macrì è emerso spesso tra le dichiarazioni di politici e sindacalisti e mai è stata smentita. Si tratta di un annuncio perfino scontato per chi ha dimestichezza con la politica: con le guerre che sconvolgono il globo, le aziende che operano nel settore della sicurezza fanno affari d’oro e investire in un’area, quella senese, che perde imprese e posti di lavoro diventa “opera sociale” e le elezioni politiche e amministrative sono vicine. Macrì è dello stesso partito di Giorgia Meloni che sostiene il sindaco di Siena Nicoletta Fabio. Uno più uno fa due e l’annuncio del ragionamento di Leonardo fa due (Meloni e Fabio), anzi tre perché va aggiunto Francesco Michelotti, deputato di Fratelli d’Italia in odor di conferma. Ora si tratta di dar seguito all’annuncio, affinché la soddisfazione dei sindacalisti riferita da La Nazione sia completata dai fatti. E’ ora il tempo delle pressioni perché tra un po’ ci saranno le elezioni, politiche e amministrative, e gli annunci devono diventare fatti. “Giudichiamo positiva la disponibilità del Gruppo Leonardo annunciata dal ministro Urso – dicono Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm responsabile del settore elettrodomestici, Lorenzo Fusco ed Elisa Pieri della Uilm Toscana Sud Est –, ma chiediamo di verificarne subito la portata effettiva e a questo scoop di convocare un confronto specifico. Sarebbe imperdonabile alimentare illusioni”. Anche Giuseppe Cesarano, leader Fim Cisl Siena, non ha dubbi: “E’ ciò che auspicavamo. Il ministro Urso ha confermato che c’è un interessamento importante di Leonardo, che ha quindi dato la propria disponibilità a reindustrializzare il sito di Siena. È l’azienda che può dare una svolta alla Siena manifatturiera. Si è parlato anche di altri soggetti interessati, ma a questo punto credo che il nome giusto sia Leonardo. L’accordo prevede 299 lavoratori. Siena ha bisogno di un piano di sviluppo”. Più articolate le richieste di Daniele Calosi, segretario della Fiom Cgil toscana: “Vogliamo conoscere il tipo di produzioni che verranno realizzate nello stabilimento. Noi puntiamo naturalmente su attività duali, ma soprattutto su produzioni di natura civile. Vogliamo inoltre capire l’entità economica dell’operazione e gli investimenti previsti, purché tutto questo avvenga senza ridurre le attività produttive di Leonardo negli altri stabilimenti della Toscana. Ministero, Leonardo e Beko dovranno garantire il ritorno al perimetro occupazionale precedente all’inizio della vertenza, che prevedeva 299 lavoratori”.
Al tavolo è stato chiarito che la procedura pubblica per la raccolta delle manifestazioni d’interesse non si è ancora conclusa: si prevede possa concludersi a fine ottobre. Intanto l’advisor Sernet e la società pubblica Sviluppo Industriale per Siena, scrive La Nazione, continuano a lavorare per individuare soggetti che abbiano la potenzialità di sostenere un piano di reindustrializzazione di lungo periodo.
Chi vivrà vedrà e, speriamo che non si faccia come il Barbiere dei Due Ponti.





