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Giani canta vittoria ma deve ringraziare Bezzini-Bostik

Eugenio Giani canta vittoria ma dovrebbe ringraziare Simone Bezzini detto Bostik se la maggioranza che sostiene il presidente della Regione Toscana ha retto all’urto delle minoranze sulle questioni Peccioli e Peretola. Il capogruppo del Pd ha tenuto incollati Avs e Cinque Stelle. “In risposta alla richiesta dei consiglieri del Gruppo Fratelli d’Italia sulla seduta di Giunta del 7 settembre 2026 e alla tenuta politica della maggioranza e della Giunta regionale, vorrei tranquillizzare i partiti di opposizione in merito alla capacità di lavoro, alla realizzazione dei programmi, alla coesione della squadra di governo che gode di buona salute, di forte intesa, essendo ormai individuata comunemente dalla società civile e dagli organi di informazione come ‘modello Toscano’, che fa da riferimento nazionale”. Così il presidente della Giunta, Eugenio Giani, nella comunicazione sulla crisi politica dell’Esecutivo regionale “emersa” durante l’approvazione della delibera sul “Progetto di Impianto di ossidazione termica mediante tecnologia flameless con recupero di materia – Peccioli”.

“Ritengo di poter respingere, con obiettiva ragionevolezza, la tesi di una crisi della maggioranza o di una frattura insanabile in riferimento al provvedimento di Giunta, approvato a larghissima maggioranza, sulla presa d’atto della positiva valutazione d’impatto ambientale e successiva autorizzazione a procedere per l’ossicombustore di Peccioli. Il dibattito che si è svolto in Giunta è stato costruttivo e il confronto su un atto di questa portata è naturalmente fisiologico”, ha continuato il Governatore. Da qui la sottolineatura sull’impianto di Peccioli, definita “una scelta di sistema, in un piano per ridurre l’esportazione di rifiuti verso altre Regioni e contenere i costi a carico dei cittadini utilizzando un metodo innovativo, che porta l’ossicombustore ad essere qualcosa di nuovo e strutturalmente diverso dai comuni inceneritori o termovalorizzatori. Lo sviluppo del progetto confermerà la volontà della Regione Toscana di essere innovativi, e quindi di esempio a livello nazionale in materia dello smaltimento dei rifiuti e di rigenerazione in termini di energia con impianti di alta innovazione tecnologica: la sfida posta è sperimentare una strada completamente nuova”.

“Che dire? E’ bello ascoltarla mentre ci racconta le novelle, ma su questo tema abbiamo bisogno di dati, abbiamo bisogno di capire cosa facciamo di Montale, di Peccioli, con quali tecnologie e quanto queste scelte andranno ad incidere concretamente sui cittadini e sulle imprese della nostra regione”. Così ha esordito la presidente di Fratelli d’Italia, Chiara La Porta, che si aspettava una comunicazione “un po’ più articolata, per un approccio più serio, coeso e lineare”. Da qui la presentazione di una serie di Proposte di risoluzione, che “possono essere utili”, ha affermato, sottolineando come la tassa sulla Tari continui ad aumentare. “Al di là dello stallo della maggioranza, delle delibere di Giunta, del campo largo toscano come modello nazionale, è grave che a pagare siano i cittadini”, ha sottolineato La Porta.

Sulla stessa lunghezza d’onda il portavoce dell’opposizione, Alessandro Tomasi, che ha iniziato il proprio intervento con tre riflessioni: non si tratta di ricostruzione giornalistica, ma di voto in Giunta; di distinguo del “suo” assessore sulla stampa; di necessità di arrivare a questo confronto, con tre settimane di ritardo, nella consapevolezza che questo dibattito non salirà agli onori della cronaca. E continuando a rivolgersi al presidente Giani: “sono contento che l’Espresso la intervisti, ma è carta straccia che non ci serve, noi siamo solo preoccupati che nella maggioranza prevalga la linea oltranzista, quella di Avs e del M5S, che sono per il no a qualsiasi cosa”. “Non abbiamo paura che la maggioranza non tenga, lo sappiamo che questi balletti continueranno, ma vogliamo solo raccontare la verità ai cittadini: le tariffe sui rifiuti sono destinate ad aumentare, perché all’orizzonte non c’è nessuna scelta, ed il ritardo atavico della Regione Toscana si somma con la tempesta perfetta, il non governo dei riformisti”. “Speriamo in una inversione di tendenza – ha concluso – non per il suo bene ma per il bene della Regione Toscana”.

“Complimenti” al presidente Eugenio Giani ha ironizzato Claudio Gemelli (FdI): “Lei sfida con naturalezza disarmante le critiche, ma noi non abbiamo fatto altro che raccontare come si sono svolti i fatti; la verità è che lei si è incastrato da solo in un immobilismo dannoso per la Regione Toscana”, ha continuato il consigliere, accennando al Piano faunistico, alle aree idonee, all’Aeroporto, alle infrastrutture, fino alla gestione dei Rifiuti. Secondo Gemelli occorre essere chiari e dare risposte precise ai toscani, ma nel momento in cui si opta per l’ossicombustore non esiste riduzione della Tari; inoltre “il problema è elevare il modello toscano come replicabile a livello nazionale, perché non avete posizione univoca su alcuna tematica, eccetto il riconoscimento della Palestina”.

“Mi ero ingenuamente illuso che nella compagine di governo regionale il Movimento 5 Stelle avesse qualcosa da dire, ed invece sono stati relegati a non avere via d’uscita”, ha esordito Marco Stella (FI), chiedendosi come facesse l’assessore David Barontini ad essere presente in Aula di palazzo del Pegaso, durante il dibattito sulla comunicazione. E rivolgendosi al presidente Eugenio Giani: “Lei riesce sempre a vincere, sia sulla Giunta che sulla coalizione; secondo lei coloro che hanno cultura di governo votano a favore, sull’Aeroporto come sull’ossicombustore, chi non ha cultura di governo vota contro”, ma i due progetti vanno in porto, nonostante i no di M5S e di Avs. “Ha dimostrato come sulle principali scelte politico-amministrative sono del tutto ininfluenti ed hanno finito relegandosi ad assoluta inutilità”, ha concluso.

Intervenendo nel dibattito il consigliere di Casa riformista Federico Eligi ha difeso a spada tratta l’operato della Giunta Giani: “Ci può stare che ci siano voti contrari del tutto legittimi, anche perché il Piano dei rifiuti è nato da una maggioranza diversa da quella attuale”. “Se pensate – ha detto poi rivolgendosi alle opposizioni – che atti non condivisi da tutte le forze politiche ci fermino e Giani decida di lasciare la Toscana senza un governo vi sbagliate di grosso. Io sono fra quelli più convinti che il presidente Giani sia l’unico che riesce a fare sintesi e a portare avanti una coalizione che si allarga. Cambi di casacca sono arrivati sì, ma nella minoranza”. “La Giunta toscana fa scelte, anche con qualche dissenso – ha concluso – ma garantisce il governo di questa Regione. La maggioranza non è ostaggio di nessuno e lo ha dimostrato con i fatti adottando decisioni anche con qualche voto in dissenso”.

Secondo Serena Bulleri (FdI) alla richiesta di riferire sulla tenuta della maggioranza “il presidente Giani ha fornito una risposta che è valida per tutte le stagioni e per tutti le questioni, ma di sicuro una risposta chiara ce l’ha data il consigliere Eligi, il quale ha detto che Giani è padrone della sua maggioranza e ci fa quello che gli pare”. Noi contestiamo, ha proseguito, proprio il fatto che questa maggioranza sia ostaggio di un padrone dispotico e autoritario, che decide non solo quello che si fa, ma anche chi tiene e chi licenzia in tronco. È successo, ha proseguito Bulleri, che “sull’ossicombustore un assessore ha votato sì contro il suo partito, uno ha votato no però rimane in maggioranza, uno che deve parlare dell’ossicombustore che si farà a poca distanza da casa sua che non si presenta in Giunta, ma Giani precisa che della sua assenza non si è accorto nessuno”. E conclude: “Ma i consiglieri di maggioranza lo sanno di avere un padrone dichiarato?”.

Luca Minucci (FdI) ha osservato che “il presidente ha fornito risposte evasive, ma la gestione dei rifiuti è una delle questioni più importanti e dirimenti, tocca l’ambiente, il futuro, la possibilità di sviluppo e le tasche di tutti i cittadini toscani”. Dopo la riforma, ha aggiunto, “i consigli comunali fanno una presa d’atto dei piani economici e finanziari ed è ancora più frustrante, devono mettere la faccia su scelte che sono solo molto parzialmente loro”. “È bellissimo pensare a un mondo di rifiuti zero ma purtroppo non è possibile – ha detto ancora Minucci -, c’è comunque uno scarto che deve finire da qualche parte e bisogna fare una scelta: o lo mettiamo sottoterra o lo mandiamo in un termovalorizzatore, e io credo che, visto che abbiamo grossi problemi  con l’energia che un termovalorizzatore, che oggi inquina meno di un’industria, sia una scelta da prendere. Ci aspettiamo delle scelte da parte della maggioranza, se ci sono delle visioni contrapposte si deve comunque alla fine arrivare a scelte che vadano nella direzione dell’interesse collettivo”.

Alessandro Capecchi (FdI), dopo aver fatto notare l’assenza di rappresentanti della Giunta alla discussione in Aula, ha sottolineato che “se Eligi dice che la Giunta fa gli atti anche se è divisa, bisogna capire quanti e quali atti, e di fatto assistiamo a un rallentamento della produzione di leggi. Ma il tema è più profondo e riguarda l’organizzazione regionale. L’ex presidente Enrico Rossi aveva adottato una struttura lineare, quando c’era lui c’era tutta la giunta. Oggi il presidente Giani gironzola per tutta la regione ricoprendo svariati ruoli, facendo annunci e promesse.  Ma le parole hanno un peso, creano aspettative, bisognerebbe stare più attenti a quello che si dice”.

Per Capecchi “il messaggio che passa è allarmante. Allora con chi parlano i cittadini, le associazioni di categoria, chi gestisce i rifiuti? Con l’assessore o con il presidente? La concertazione in questa regione è sparita, perché richiede tempo, studio, ascoltare le ragioni degli altri, non limitarsi a fare annunci”. Molto non è stato fatto, ha concluso il consigliere: dai piani di gestione che gli Ato dovevano produrre entro sei mesi dopo l’approvazione del piano di rifiuti, che non ci sono, allo stesso Piano regionale di sviluppo, “che dovrebbe arrivare nei primi sei mesi di legislatura e se ne parla, forse, nel 2027”, fino al tema della multiutility, “che Giani ha benedetto ma che è completamente scomparso, mentre i cittadini attendono decisioni”.

Anche Enrico Tucci (FdI) ha detto che “su sanità e rifiuti non sono concesse esitazioni e bisogna portare avanti delle politiche. Invece prima c’è un accordo poi i cittadini scoprono da Giani che era una cena tra amici e che decide lui. Quindi decide per l’ossicombustore, che non ha una tecnologia molto avanzata, ma che ha un nome diverso dal termovalorizzatore e che quindi appare meno pericoloso, e che è stato ritenuto appetibile dall’assessore Barontini che ha detto sì”. “Governare significa assumersi responsabilità – ha aggiunto il consigliere -, invece qui si divaga. Abbiamo discariche che sono potenziali bombe ecologiche, io chiedo non di dare retta a noi ma di decidere una volta per tutte in che direzione volete andare con la gestione dei rifiuti. I cittadini vogliono sapere come vengono impiegati i loro soldi, con le tariffe che aumentano di anno in anno”.

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