Renzi e Sala: “Se Conte vince le primarie lo sosterremo”
Giuseppe Conte non è il candidato che Beppe Sala e Matteo Renzi sceglierebbero personalmente per guidare il centrosinistra verso le politiche del 2027. Ma se fosse il voto degli elettori a indicarlo, entrambi sarebbero pronti a riconoscerne il risultato e a sostenerlo. È il dato politico – anche un po’ a sorpresa – più significativo emerso da Milano, dove il sindaco e il leader di Italia Viva hanno parlato del futuro della coalizione e delle possibili primarie durante la presentazione del libro dell’ex premier «Quando c’era lei».
Una disponibilità che si registra mentre il rapporto tra le diverse componenti del campo progressista resta segnato da diffidenze, veti incrociati e profonde differenze programmatiche. Lo scrive La Stampa.
«Conte ha chiesto le mie dimissioni il giorno dopo l’inchiesta sull’urbanistica della procura di Milano, ma io non porto risentimento. Voterò per qualcun altro se ci saranno le primarie ma se vincerà lui sarà il candidato del centrosinistra», ha detto il sindaco. E, a proposito di quello che accadrebbe dopo il voto, Sala ha aggiunto: «Mi metterò a servizio del vincitore». Quanto alle primarie, ha precisato: «Le primarie non sono un dogma, ma non devono essere un tabù, qua siamo in tanti ad averle fatte, sono uno strumento democratico e non sono mai scontate».
Una posizione che trova un punto di contatto con quella espressa da Renzi. Il leader di Italia Viva ha risposto in modo altrettanto netto alla domanda sulla possibilità di sostenere Conte qualora fosse lui a vincere le eventuali primarie del centrosinistra. «La mia risposta è sì. Se accetti di fare le primarie chiunque le vinca lo sostieni», ha detto Renzi. E ha aggiunto: «Conte non è il mio modello politico ma l’ho già sostenuto come presidente del Consiglio».
Poi la stoccata a Carlo Calenda: «Se qualcuno non avesse rotto il terzo polo nel modo più scriteriato possibile, oggi ci sarebbe un polo di centro capace di fare da ago della bilancia e alternativa in un’area di centrosinistra».
Il tema delle primarie si lega così a quello più ampio della costruzione della coalizione. E proprio sul perimetro del centrosinistra Sala ha voluto prendere una posizione precisa sul ruolo di Italia Viva, rivolgendosi anche al Partito democratico. «Chi immagina ancora che Renzi e Italia Viva non debbano essere parte della coalizione fa un danno enorme alla sinistra e mi aspetto che il Pd lo dica con forza». Per Sala, l’inclusione di Italia Viva non dovrebbe essere considerata una questione marginale, ma parte della costruzione del campo politico. Lo stesso Renzi ha insistito sulla necessità di non fermarsi alla semplice opposizione al governo, ma di costruire una proposta politica di lungo periodo.
«Da Milano faccio un appello al centrosinistra, io non ho bisogno di stare nella foto con Bonelli, mi va bene, a me interessa che il centrosinistra metta al centro un’azione politica, delle proposte per i prossimi dieci anni, perché questo con i giovani che se ne vanno è un Paese morto», ha detto.
E, a margine dell’incontro, ha ulteriormente precisato: «Penso che di fronte alla crisi che stiamo vivendo serva decidere per il centrosinistra non solo di parlare male della Meloni – quello lo facciamo -, ma anche e soprattutto raccontare le idee per il futuro. Io penso che si debba ripartire da scuola, sanità, sicurezza». Sul peso del suo partito nella costruzione della coalizione, Renzi ha poi sintetizzato: «Il centrosinistra senza Italia Viva va dappertutto, ma non vince. Cioè, questo è il problema fondamentale: i numeri sono chiari, noi vogliamo dare un contributo sui temi».
Quanto alla sfida politica a Milano, Sala ha spiegato che «è inutile sfidarsi su chi fa la diagnosi in modo più acuto, adesso servono le proposte, se non facciamo sciocchezze a Milano rivinciamo. Stiamo tutti dalla stessa parte perché si vinca anche alle politiche». Renzi ha accolto con favore la disponibilità di Mario Calabresi a valutare una candidatura a sindaco: «Sono molto contento che abbia dato la disponibilità», ha detto, aggiungendo di essere «molto contento che Mario Calabresi sia alla Leopolda», in programma a Firenze dal 2 al 4 ottobre.





