Fate presto fate presto, l’appello di Mieli al centrosinistra per la scelta del candidato premier
Paolo Mieli sul Corriere della Sera, sostiene che il risultato delle elezioni suppletive di Reggio Calabria consenta a Giorgia Meloni di sentirsi «relativamente» tranquilla. Il centrodestra ha vinto in un territorio già favorevole alla premier, ma dove in passato, anche sul referendum sulla magistratura, erano arrivate delusioni. Soprattutto, Roberto Vannacci non è riuscito a mettere in crisi lo schieramento meloniano. Mieli sottolinea che Fabio Roscioli, candidato del centrodestra, partiva da una posizione non particolarmente favorevole, mentre Vannacci aveva puntato su Domenico Giannetta, ex esponente di Forza Italia passato al suo movimento. Secondo l’autore, però, un esercito di transfughi non può ottenere in tempi brevi i risultati di forze radicate sul territorio, come la Lega delle origini o l’AfD. Neppure slogan, parole forti e immagini provocatorie sono sufficienti a produrre effetti duraturi. Anche il centrosinistra aveva un candidato di esperienza, il cardiologo Frank Benedetto. Conte aveva suggerito di puntare su una figura capace di attrarre la società civile, ma i dirigenti locali del Pd hanno respinto l’ipotesi. Per Mieli, tuttavia, anche candidando Conte, Schlein o Salis il risultato sarebbe probabilmente cambiato poco: in Calabria il centrosinistra non ha mostrato una capacità di mobilitazione tale da ribaltare il quadro. Infine, Mieli richiama l’astensionismo: alle urne è andato circa un quarto degli aventi diritto, segnalando la debole capacità di mobilitazione di tutte le forze politiche. Il dato offre però una fotografia della situazione di partenza delle prossime politiche, con un vantaggio storico del centrodestra sul centrosinistra. La scissione vannacciana può metterlo a rischio, ma non è paragonabile, osserva Mieli, alla frattura tra Lega e Forza Italia del 1996. Il centrosinistra deve quindi decidere rapidamente programmi e candidati, per dare al futuro sfidante di Meloni il tempo necessario a farsi conoscere ed evitare nuovi passi falsi.





