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Politica

Renzi chiama a raccolta le truppe e alla Leopolda arriva De Luca

In mancanza di altro, fioccano i nomi, scrive l’Ansa. L’area di centro e riformista fatica a comporsi, marcia ancora a ranghi separati, ma la suggestione delle primarie copre tutto. E allora, voci e soffiate si accavallano. Nelle ultime ore ha fatto rumore l’invito di Matteo Renzi all’ex governatore campano Vincenzo De Luca, chiamato ad aprire la Leopolda, questo fine settimana. E da un po’ circola latente il nome dell’europarlamentare Pd Giorgio Gori. Per la gran parte delle anime centriste, però, la prima preoccupazione è la legge elettorale. 

Le nuove norme impongono una corposa raccolta firme alle forze che, per la prima volta, si presentano alle elezioni politiche. Per ovviare, devono confidare nel soccorso di qualche partito di lungo corso, sia sotto forma di prestito di parlamentari per questo scorcio di fine legislatura, sia sotto forma di prestito del simbolo. E allora nascono convergenze, si consolidano intese. Ma scoppiano anche baruffe, ci scappano incidenti, nascono fraintendimenti. Come fra Bruno Tabacci e il suo Centro Democratico e Alessandro Onorato e il suo Progetto Civico: “Al contrario di quanto lui sostiene – ha fatto sapere Onorato nei giorni scorsi – non ho mai chiesto il simbolo a Bruno Tabacci per presentare Progetto Civico Italia alle elezioni: è una fake news”. A una rottura corrisponde però un’intesa, o due. “Col Psi di Enzo Maraio – ha spiegato Onorato – c’è già un percorso politico insieme. Adesso valuteremo” la questione del simbolo. Mentre Tabacci non si tirerebbe indietro se ci fosse da dare una mano a Ernesto Maria Ruffini e al suo Più uno. Tutti problemi che non riguardano Iv di Matteo Renzi. 

    Che anzi, potrebbe trovarsi con qualche concorrente in meno e avere più chance per il ruolo di capofila. Non a caso, non ha firmato né l’emendamento né l’appello del centrosinistra contro la norma “tagliola” per le nuove formazioni. In questo contesto, il richiamo all’unità di un’altra vecchia conoscenza centrista, Clemente Mastella, ha l’effetto di un urlo a vuoto: “Bisogna mettersi assieme, non c’è alternativa: ognuno deve fare un gesto di generosità per dar vita a una Margherita 5.0”. Non sembra aria. Però si dibatte sui papabili rappresentanti del centro.

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