Quello che si è detto e non detto sul delirio di venerdì 25 settembre sulla Siena-Bettolle
Laura Valdesi su La Nazione racconta quello che è successo nel pomeriggio del 25 settembre sul raccordo Siena-Bettolle. Leggiamo la cronaca e alla fine di questa vi racconto anche io quello che è successo, perché ero lì.
“Un delirio”. Il termine con cui tanti, intrappolati venerdì 25 settembre pomeriggio nella carreggiata sud della Siena-Bettolle a causa di un incidentefra due mezzi pesanti e un’auto, hanno descritto la lunga attesa. Un’agonia di ore prima che venisse liberato l’asfalto dall’ammasso di lamiere incandescenti per via del rogo che si era sviluppato. Un miracolo che non ci siano state conseguenze gravi per i due camionisti alla guida dei mezzi pesanti, uno trasportava ghiaia, l’altro (completamente divorato dalle fiamme dopo l’urto) trucioli di legno. Se l’è cavata anche la coppia tedesca che viaggiava sull’auto ultima della fila e presa a noleggio in Italia.
La polizia stradale di Montepulciano, intervenuta sul posto insieme a 118 e ambulanze, unitamente ai vigili del fuoco, sta ricostruendo la sequenza che ha bloccato la circolazione. E costretto anche all’intervento dei volontari della protezione civile per distribuire cracker e bottigliette di acqua a chi è rimasto bloccato.
Il problema è che dopo un po’ di tempo diverse macchine rimaste ferme in direzione sud sono state fatte tornare indietro, sotto lo stretto controllo della Stradale. Le vetture sono state dirottate verso San Gimignanello e, una volta superato il cavalcavia, sono state indirizzate verso la vecchia Senese-Aretina fino a rientrare sul Raccordo all’altezza di Rigomagno. Una manovra fondamentale per cercare di svuotare quella sorta di ’sacca’ di vetture ferme in una coda che ha raggiunto anche i 4 chilometri. Facile immaginare che senza il supporto dei carabinieri per la viabilità, della Polizia locale di Rapolano e di Sinalunga, della Polizia provinciale non sarebbe stato sciolto l’inevitabile ingorgo una volta entrati nelle strade limitrofe. La manovra di inversione però non era possibile con mezzi pesanti, pullman e Flixbus che sono rimasti ore in attesa. A causa anche della difficoltà nel rimuovere i mezzi, non c’erano carro-attrezzi adeguati nelle vicinanze. E’ dovuto arrivare da Chiusi.
Grazie alla sinergia con la prefettura, il volontariato di protezione civile coordinato dalla Provincia è intervenuto per fare assistenza agli automobilisti. Su richiesta del palazzo del governo e della Stradale ha attivato il coordinamento del volontariato inviando due squadre de La Racchetta di Sinalunga e di Rapolano “che erano le più agevolate nel raggiungere la zone dell’incidente. Hanno portato generi di conforto come cracker e oltre 200 bottigliette d’acqua agli automobilisti”, conferma la Provincia. Solo a tarda sera quel tratto è stato ’sanato’, anche se camion e bus erano già stati fatti defluire un po’ prima.
E fin qui la cronaca. Mi trovavo proprio sul raccordo all’imbocco della strada che porta a San Gimignanello. Sono tra coloro che ha usufruito di quella strada percorsa in senso contrario. Per farlo ho aspettato la polizia stradale e la protezione civile, ma ci sono stati momenti di tensione altissima, perché si è aspettato a lungo prima di prendere quella decisione e alcuni automobilisti hanno fatto il percorso vietato molto prima dell’autorizzazione per farlo con il rischio serio di scontri frontali. E’ andata bene.





