Come aggiungere vita agli anni e non solo anni alla vita
La longevità? Non è un affare per vecchi. Sembra un ossimoro, eppure è una tesi su cui ormai buona parte degli specialisti concorda: «Che anziano sarai a 70 anni, lo stabilisci quando ne hai trenta o quaranta al netto di ogni peculiarità genetica». A parlare a La Stampa è Giovanni Gorgoni, da quasi due anni direttore generale dell’Asl di Asti che ha riunito nel capoluogo oltre ottanta specialisti da tutta Italia per discutere di un tema sempre più attuale in un paese in cui una persona su quattro ha più di 65 anni. Attraverso la prima edizione di Longev-Italia, Asti diventa per due giorni – il 25 e 26 settembre – laboratorio del buon vivere.
Prevenzione e cura, ma anche nutrizione e socialità: sono tanti i fattori che concorrono a un’esistenza lunga e soprattutto decorosa anche nel suo crepuscolo. E se un tempo ci si affidava agli elisir di lunga vita, oggi fioccano i decaloghi per vivere a lungo e vivere meglio, oppure per dirla secondo uno slogan caro ai geriatri
Aggiungere vita agli anni e non solo anni alla vita.
Il panel della prima edizione di Longev-Italia è stato mutuato proprio da un protocollo stilato in Ontario – Canada – denominato Avoid (Activity, Vaccination, Optimization of medications, Interaction, Diet and nutrition). Basta riadattarlo un po’ per l’Italia ed ecco, secondo la sintesi di Giovanni Gorgoni, le regole auree per una vecchia in salute.
- Attività fisica: Non vuol dire solo muoversi, ma arrivare a “fare un po’ di fatica”. Uscire di casa, camminare almeno cinque chilometri e scegliere un passo il più possibile svelto per sollecitare i muscoli. Fare le scale o strade in pendio sono alcuni dei consigli più diffusi.
- Prevenzione e vaccinazioni: Dopo i 40 anni è già tempo dei primi screening. Fondamentale al colon per l’uomo e al seno per le donne. Inizia da qui la prevenzione. E poi ci sono i vaccini che non solo preservano dai morbi per cui sono prescritti, ma aiutano nel complesso il sistema immunitario. Per esempio, la vaccinazione contro il cosiddetto fuoco di sant’Antonio riduce i rischi di demenze, mentre il vaccino Mrna contro il Covid è stato dimostrato abbia ridotto i rischi di recidiva nei tumori.
- Ottimizzazione dei farmaci: Non sempre il cocktail di pillole e pastiglie prescritte ognuna da un diverso specialista, sono compatibili tra loro. Per questo è necessario ottimizzare le prescrizioni così da ridurre al minimo gli effetti collaterali.
- Interazione sociale: La carenza di relazioni porta all’isolamento e questo alla fragilità. Fondamentale per un invecchiamento in salute è la rete di relazioni che un individuo riesce ad avere, le sollecitazioni cui è sottoposto, l’allenamento fisico e cognitivo cui si sottopone ogni giorno. Non si muore mai di solitudine, ma spesso la sua assenza è sintomo di buona salute.
- Dieta e nutrizione: Di diete è pieno il mondo ma una regola universale potrebbe essere quella di “mangiare semplice ed evitare tutto l’ultraprocessato”. Nessun veto sulla carne che, anzi, può aiutare a rigenerare i muscoli nell’età avanzata ma guai a ogni eccesso.
- Proteggere il sonno: Con il passare del tempo si dorme sempre meno e invece il sonno è fondamentale per il recupero muscolare, neuronale e fisiologico. Ognuno dovrebbe sforzarsi di dormire non meno di 7 ore.
I nemici della salute
Infine attenzione ai cosiddetti nemici della salute. Primo fra tutti il fumo, mentre sull’alcol – in quantità moderate – la comunità scientifica ancora si divide. L’abuso fa sempre male, ma non mancano i medici secondo cui un paio di calici a settimana possono anche avere sull’organismo effetti positivi. Per capire quanti sono i nemici della nostra salute basti pensare che il 45% dei fattori di rischio delle demenze può essere evitato riducendo fumo e alcol, ma anche facendo attenzione a pressione, glicemia, colesterolo e isolamento sociale.





