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Regione Toscana con Fondazione Cecchettin e Unifi: prevenzione e formazione a partire dalla scuola

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Regione con Fondazione Cecchettin e UniFi: prevenzione e formazione a partire dalla scuola

Contrastare la violenza di genere partendo dall’educazione, formando gli insegnanti e fornendo loro strumenti per riconoscere e decostruire stereotipi e disuguaglianze fin dall’infanzia. È l’obiettivo del progetto nazionale “Educare all’uguaglianza di genere, fin dall’infanzia”, promosso dall’Università di Firenze e dalla Fondazione Giulia Cecchettin Ets, al quale ha aderito la Regione Toscana.

Il progetto è stato presentato oggi nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato l’assessora regionale alle pari opportunità Cristina Manetti, il presidente della Fondazione Giulia Cecchettin Ets Gino Cecchettin, la responsabile scientifica del corso e del progetto di ricerca, professoressa Irene Biemmi, e i rappresentanti dell’Università di Firenze.

L’iniziativa prevede un percorso di formazione destinato agli insegnanti della scuola dell’infanzia e della scuola primaria, con l’obiettivo di decostruire gli stereotipi di genere nei contesti educativi e promuovere una cultura del rispetto e della non violenza.

“La violenza contro le donne è una ferita profonda della nostra società  – afferma il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani – e contrastarla significa agire con determinazione anche sul terreno della prevenzione. È un impegno che deve coinvolgere le istituzioni, la scuola, le famiglie e l’intera comunità. Partire dall’educazione delle nuove generazioni significa lavorare per un cambiamento culturale vero, insegnando fin dai primi anni il valore del rispetto, della parità e della libertà. La Toscana ha scelto di sostenere questo progetto perché crediamo che investire sulla formazione e sulla consapevolezza sia fondamentale per costruire una società nella quale la violenza e la sopraffazione non trovino più spazio”.

“Prevenire la violenza di genere – sottolinea l’assessora Cristina Manetti – significa innanzitutto intervenire sulle sue radici culturali, attraverso l’educazione e la formazione. Per questo è fondamentale cominciare fin dall’infanzia e dalla scuola, aiutando bambine e bambini a crescere liberi da stereotipi e a costruire relazioni fondate sul rispetto, sulla libertà e sulla parità. In questo percorso gli insegnanti hanno un ruolo decisivo e devono poter contare su strumenti e formazione adeguati. L’adesione della Regione Toscana a questo progetto nasce proprio dalla volontà di investire sulla prevenzione, mettendo insieme scuola, ricerca e formazione per contribuire a un cambiamento culturale profondo e duraturo”.

“La scuola è il primo luogo in cui le persone si formano, imparano a stare in relazione con gli altri e sviluppano il proprio modo di pensare”, afferma Gino Cecchettin, presidente della Fondazione Giulia Cecchettin Ets. “È quindi fondamentale che la prevenzione della violenza di genere parta da qui: le insegnanti e gli insegnanti sono le persone a cui affidiamo i nostri figli e le nostre figlie e, insieme alle famiglie, hanno il compito di educarli e accompagnarli in un tratto importante della loro vita. La Fondazione promuove percorsi di educazione alle relazioni, al rispetto e all’affettività che non intendono sostituirsi alle famiglie, ma rafforzarne il ruolo educativo attraverso un lavoro condiviso tra scuola, territorio e genitori. Per svolgere al meglio questo compito, però, occorre fornire strumenti concreti per riconoscere e decostruire gli stereotipi di genere, così radicati nella nostra cultura, e alimentare relazioni fondate sul rispetto, sull’empatia e sulla parità. Dobbiamo renderci conto che la violenza ha una causa: non esplode all’improvviso, ma si genera da modelli di relazione basati sul dominio e sul controllo, che vanno necessariamente cambiati. Investire nella formazione fa rima con prevenzione: significa agire prima, affinché nessun’altra famiglia debba conoscere il dolore della perdita”.

La Regione Toscana ha aderito formalmente all’accordo tra il Dipartimento di Formazione, Lingue, Intercultura, Letterature e Psicologia dell’Università di Firenze e la Fondazione Giulia Cecchettin, mettendo a disposizione 44mila euro per sostenere in particolare la ricerca sull’efficacia dei percorsi formativi.

La ricerca consentirà di valutare la consapevolezza di genere del personale docente, i bisogni formativi e le competenze acquisite durante il corso. Sono previsti almeno 200 questionari, somministrati in entrata e in uscita dal percorso, oltre a focus group e interviste che coinvolgeranno indicativamente 80 insegnanti.

Una parte della ricerca entrerà inoltre nelle classi: alcuni docenti, su base volontaria, realizzeranno attività didattiche per far emergere gli stereotipi di genere interiorizzati da bambine e bambini e osservare eventuali cambiamenti nelle loro rappresentazioni e nel loro immaginario. Dei 44mila euro stanziati dalla Regione, circa 40mila saranno utilizzati per due borse di studio dedicate alle attività di ricerca e circa 4mila per la diffusione dei risultati attraverso iniziative e pubblicazioni.

Il progetto si inserisce nelle politiche regionali per la cittadinanza di genere e per la prevenzione e il contrasto della violenza, rafforzando l’azione educativa come strumento per intervenire sulle radici culturali delle disuguaglianze.

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