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Economia

Bernabò Bocca dà la colpa al caldo se i turisti non arrivano ma una riflessione sui servizi offerti e sui prezzi andrebbe fatta

Il termometro oltre i 40 gradi non ha soltanto cambiato le abitudini dei fiorentini. Ha modificato anche quelle dei turisti, fino a lasciare più vuote del previsto strade, piazze, alberghi e negozi. La rovente estate appena trascorsa ha messo a dura prova il turismo nelle principali città d’arte italiane e Firenze non ha fatto eccezione. Dopo una primavera considerata incoraggiante, luglio e agosto hanno registrato numeri inferiori alle aspettative, con una flessione che, secondo Federalberghi, si aggira intorno al 15 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

A pesare sono state soprattutto le temperature record e le ripetute ondate di calore. Un elemento che ha finito per incidere sulla scelta delle destinazioni e sulla durata dei soggiorni. A risentirne maggiormente, secondo gli operatori, sono state le famiglie europee, che negli anni scorsi erano solite inserire una tappa nelle città d’arte nel viaggio verso le località balneari. Quest’estate, invece, il caldo ha spinto molti a cambiare programma, scegliendo direttamente il mare, la montagna o mete considerate più fresche, oppure accorciando la permanenza nelle città.

“Le ondate di calore hanno messo in crisi tutte le città d’arte italiane”, spiega il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca. “Al contrario, sono andate benissimo le località di montagna e di mare, dove la gente è andata per cercare il fresco”. A mancare, sottolinea, sono stati soprattutto i turisti europei e la flessione si è fatta sentire nelle strutture ricettive tra luglio e agosto. Per Bocca, però, leggere questi numeri soltanto attraverso la lente del turismo sarebbe riduttivo. “Oggi più che al turismo bisogna parlare del clima e dei cambiamenti repentini che stiamo vivendo”, osserva. E proprio su questo, secondo il presidente di Federalberghi, dovrebbe concentrarsi la politica. “Se quello che abbiamo vissuto fino a qualche giorno fa dovesse continuare, allora sarà un grosso problema”. Lo scrive La Nazione.

Come spesso avviene si dà la colpa agli altri di quello che non va, ma Bernabò Bocca che ne pensa dei servizi che vengono offerti ai turisti e dei prezzi?

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