Nel cinismo della politica ci sono battaglie giuste che non ti fanno prendere voti
Lunghe file e un continuo alternarsi di volti davanti al feretro di Emma Bonino. La camera ardente in Campidoglio è diventata, tra domenica e lunedì, una meta di pellegrinaggio. Oggi l’ultimo saluto con i funerali di Stato laici, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e della premier Giorgia Meloni. Ieri, sotto il cielo di Roma, tinto prima di rosso e poi di blu, la veglia organizzata da +Europa. In piazza riecheggiano le sue parole: “Viviamo in un momento grigio: difendete i vostri diritti”. La cronaca sul Quotidiano Nazionale. Dagli esponenti politici alla società civile, in Campidoglio è arrivato chi l’ha votata, chi l’ha apprezzata senza farlo, chi la conosceva come politica e chi, semplicemente, come Emma. La bandiera dell’Unione europea adagiata sulla bara dai vertici di +Europa, Riccardo Magi e Benedetto Della Vedova, ha colpito Antonio Tajani: “Penso sia giusta”. Il vicepremier ha ricordato di aver condiviso con lei “la battaglia europeista”. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha parlato di una donna che “si è impegnata tutta la vita per portare avanti i suoi ideali”. Bobo Craxi l’ha definita “un’alleata”. Per il dem Filippo Sensi la sua scomparsa deve “aprire la strada ai suoi valori e alle sue battaglie”. Enrico Letta guarda al presente: “Oggi tutte le sue battaglie sono sotto attacco”. Giuseppe Conte ha ricordato le tante conquiste per le quali Bonino è stata “in trincea”. Dalla Spagna, la famiglia reale ne ricorda la “dignità della persona”, mentre la presidente dell’Eurocamera Roberta Metsola: “Ha fatto la storia e la sua eredità continuerà a vivere nel lavoro di questo Parlamento”.
Poi, alla veglia, la voce incrinata dall’emozione di chi ha voluto lasciare un ultimo messaggio. Riccardo Magi, segretario di +Europa, ha ricordato le battaglie portate avanti fino alla fine e rilancia la necessità di accelerare sulla legge sul fine vita. Il sindaco di Roma Roberto Gualtieri l’ha descritta come “un concentrato di democrazia”La segretaria dem Elly Schlein ha guardato all’eredità politica: “Nel cinismo della politica ci sono quelle battaglie dove non si prendono voti, ma sono quelle giuste”. La legge Bossi-Fini, ha ricordato, mai modificata anche quando il centrosinistra avrebbe avuto i numeri per farlo, e poi: “Chi entra in Italia, entra in Europa”. Immigrazione, integrazione europea, salario minimo: per Schlein “i diritti civili e sociali sono inscindibili”. E da leader donna aggiunge: “Ho un debito ancora più forte: ci ha messo il corpo per la libertà delle donne”. Infine l’Europa federale, “oggi ancora più necessaria di ieri”, per rispondere alle potenze internazionali e superare l’unanimità. L’eredità di Bonino, però, va oltre la politica. Lo raccontano le persone arrivate in Campidoglio per l’ultimo saluto. “Quel modo di fare politica non esiste più”, ha detto Anna, 26 anni, uscendo dalla camera ardente.





