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Economia

Ex Ilva, ridimensionare Taranto non è un’eresia

Sull’ex Ilva è arrivato il momento di un sano bagno di realismo, scrive Claudio Di Donato su InPiù. Dopo anni di prestiti ponte, commissariamenti, cessioni, trattative e piani di rilancio, continuare a porsi l’obiettivo di riportare Taranto all’Ilva del passato rischia di trasformare la politica industriale nella difesa di una fotografia che non esiste più. L’Italia ha bisogno della siderurgia e ha interesse a conservare a Taranto un grande presidio nella produzione dell’acciaio. Ma questo non significa necessariamente conservare dimensioni, impianti e organizzazione produttiva della vecchia Ilva. La questione da affrontare non è quindi “come salvare l’Ilva”, ma quanta siderurgia primaria serve al Paese, con quali tecnologie e a quali condizioni può essere competitiva.
 
La vicenda ricorda per alcuni aspetti quella di Alitalia. Per molti anni si è cercato di difendere contemporaneamente il vettore nazionale, le sue dimensioni, l’occupazione e le rotte, finanziando ripetutamente soluzioni transitorie. Alla fine è sopravvissuta la funzione industriale, ma attraverso un’impresa profondamente ridimensionata e inserita in un grande gruppo europeo.  Il realismo impone un polo siderurgico più piccolo, tecnologicamente avanzato, basato progressivamente su forni elettrici e preridotto, inserito nella filiera manifatturiera italiana e accompagnato da una vasta opera di bonifica e di diversificazione produttiva del territorio. Lo Stato deve contribuire alla transizione, non sostituirsi indefinitamente all’imprenditore. Può finanziare bonifiche, infrastrutture, innovazione e decarbonizzazione; non può continuare senza scadenza a finanziare perdite operative. Salvare Taranto, dunque, potrebbe significare anche accettare che l’Ilva com’era non possa più esistere. Non sarebbe necessariamente una resa. Potrebbe essere finalmente l’inizio di una politica industriale che sceglie ciò che vale la pena conservare, concentra lì le risorse e rinuncia alla pretesa, sempre più costosa, di conservare tutto.

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