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Politica

La vittoria di Afd in Sassonia fa litigare Salvini e Tajani ma potrebbe essere un gioco delle parti

Francesco Cundari su Linkiesta pensa a un gioco delle parti tra Salvini e Tajani sull’atteggiamento nei confronti della vittoria di Afd in Sassonia. «La scelta degli elettori va sempre rispettata, ma questo non ci impedisce di lavorare per mettere in campo tutte le contromisure e iniziative politiche necessarie per evitare che qualsiasi deriva populista e fanatica dilaghi in Europa» dice il vicepresidente del Consiglio Antonio Tajani. «Un successo clamoroso, che evidenzia la forte richiesta di cambiamento, sicurezza e lavoro. Alla faccia di chi, a sinistra, alimentava paure e scenari catastrofici. Paura? Terrore? Pericolo? No, si chiama DEMOCRAZIA. Un’altra Europa è possibile», scrive su X il vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini.

Sull’affermazione dell’estrema destra in Germania, e di riflesso sui valori e sulle linee fondamentali della politica europea, i leader di Forza Italia e Lega esprimono posizioni diametralmente opposte, pur essendo al vertice dello stesso governo. Quanto al partito della presidente del Consiglio, nella serata di ieri l’unico a esporsi era l’onorevole Emanuele Loperfido, secondo il quale «la maggioranza dei residenti della Sassonia-Anhalt chiede un cambio di passo».

Di sicuro non è quello che vedranno gli italiani, destinati a sorbirsi balletti come questo almeno fino alle prossime elezioni.

L’evidente inconciliabilità delle posizioni espresse da Forza Italia e Lega, e l’imbarazzato silenzio di Fratelli d’Italia, rivelano cosa c’è davvero dietro i fondali di cartapesta del governo più longevo di sempre. Anche perché quelle divergenze e quei silenzi non riguardano una questione da poco, ma la battaglia politica e culturale decisiva da cui dipende la sopravvivenza stessa dell’Unione europea. Ed è anche, non per caso, il cuore dello scontro con Donald Trump e i suoi tecnoligarchi, con quel «fascismo apocalittico» che ha individuato proprio nell’Unione europea il suo nemico numero uno.

Da che parte sta, in questo scontro decisivo, il governo italiano? La pressione esercitata dalla concorrenza di Roberto Vannacci e del suo partito, Futuro Nazionale, con un programma largamente sovrapponibile a quello della Afd, rende solo più evidenti ambiguità e contraddizioni della maggioranza.

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