Puntuale come il campionato di calcio a fine estate torna il forum Ambrosetti di Cernobbio
Ci sono due cose che segnano la fine dell’estate, una è l’inizio del campionato, l’altra è il forum Ambrosetti di Cernobbio all’interno di Villa d’Este. Ne parla il Riformista anche in un articolo dal tono ironico.
Un paesino di 6 mila anime incastonato tra Svizzera e Lombardia il cui genius loci è “fare denaro”. E a quanto pare, di denaro al Forum ne gira parecchio, si mormora di migliaia di euro pur di partecipare al salotto di lobbyng tra i più noti al mondo. La 52esima edizione di The European House – Ambrosetti quest’anno si intitolata “Lo Scenario di oggi e di domani per le strategie competitivitá”.
Venerdì, il momento più interessante per chi segue le dinamiche interne alla maggioranza, è stato Antonio Tajani che si è detto personalmente favorevole al superamento del diritto di veto dei singoli Stati in politica estera, spiegando però che su questo tema la sua posizione non coincide con quella del Governo italiano. Detto altrimenti: il ministro degli Esteri più europeista dell’esecutivo Meloni lo ripete ogni anno a Cernobbio, e ogni anno la linea di Palazzo Chigi resta quella opposta. Ha citato anche il caso Mercosur e la necessità di completare il mercato unico.
Il contorno della giornata. Ad aprire i lavori, il messaggio scritto di Mattarella (assente fisicamente) sui rischi del ritorno alle politiche di potenza. Valerio De Molli ha aperto con la sua Europa “superpotenza gentile”, tra classifiche di vivibilità e rinnovabili. Sul palco anche Urso, Roubini, Gianotti e, in collegamento, il ceo di BlackRock Fink.
La seconda giornata ha messo al centro del dibattito i grandi equilibri geopolitici e il futuro dell’Unione Europea. Tra i momenti più seguiti e accesi figurano gli interventi e le dichiarazioni dei protagonisti della politica italiana ed internazionale a margine dei lavori.
Al suo debutto a Cernobbio, Roberto Vannacci ha ribadito la necessità di un cambio di passo a Bruxelles: «A chi chiede più Europa dico un’Europa diversa, non quella che abbiamo adesso. Mancando una visione strategica siamo diventati i campioni delle regole, ma ogni regola ha un costo». Nel corso della mattinata, il dibattito si è acceso nel duro confronto con Mario Monti, che ha accusato il programma del generale di violare la Costituzione e la Carta dei diritti dell’UE. Vannacci ha prontamente replicato definendo «ridicole» le accuse di ricostituzione dello spirito fascista e difendendo la validità delle sue proposte.
Spazio anche a Jordan Bardella, presidente del Rassemblement National francese, intervenuto duramente contro le politiche ambientali europee: «Se saremo al governo in Francia, il primo intervento sarà liberarci dalle eccessive regolamentazioni del Green Deal, dettate da un principio di decrescita». Bardella ha inoltre speso parole di appoggio per il governo italiano, definendo Giorgia Meloni una «figura di stabilità per l’Italia e per l’Europa», pur confermando al contempo la sua personale lealtà politica all’alleato Matteo Salvini.
Ma al forum Ambrosetti, le cose importanti accadono durante le pause, dove spunta Paolo Zampolli, ‘U.S. special envoy’ della Casa Bianca. Ad alleggerire il clima teso, Zampolli si è smarcato dalle polemiche rispondendo con diplomazia e ironia: «Vannacci? A me piacciono tutti».
L’ultima giornata, si parlerà di lavoro, politiche energetiche, infrastrutture, giustizia ed economia, con uno spazio dedicato al punto di vista delle opposizioni. Chissà se qualcuno sentirà la mancanza del disertore Carlo Calenda.





