Blog - Stefano Bisi
SfogliAmo.eu
Fondato da Stefano Bisi
Economia

Masi solletica l’orgoglio: “Siamo tutti senesi”

Screenshot

Alessandro Masi^.

Consiglio comunale aperto sul Monte dei Paschi di Siena riconferma un ruolo che questo consesso ha svolto con continuità, almeno dal 2019: quello di rappresentare, nella vicenda MPS, non soltanto gli interessi di Siena, ma gli interessi più generali dei cittadini, dei lavoratori, delle imprese e dei territori.

Nel tempo abbiamo indicato alcuni obiettivi molto semplici e molto concreti: la tutela dell’integrità di MPS, dell’occupazione, della sede direzionale a Siena, del marchio e della capacità della banca di continuare a garantire credito e servizi.

Potremmo riassumerli in una sola espressione: la responsabilità sociale dell’economia sul territorio.

E, in un mondo nel quale tutti tendono a prendersi i meriti di ciò che accade, credo sia giusto ricordare che anche questo Consiglio, nel suo piccolo, ha avuto una parte nel mantenere viva questa attenzione, onorando la responsabilità che ci ricorda anche l’art.4 dello Statuto del nostro Comune: “Il Monte dei Paschi è stato creato per voto della Magistratura e del Popolo Senese (…)”.

Oggi siamo di fronte a una nuova fase del processo di concentrazione bancaria.

A giugno Intesa Sanpaolo ha lanciato un’OPAS su MPS. Ad agosto MPS ha risposto con due operazioni rivolte a Banco BPM e a Banca Generali.

Non spetta a noi sostituirci agli azionisti, al management o alle autorità di vigilanza nel giudicare la convenienza finanziaria delle singole operazioni.

Ma spetta a noi, come rappresentanti dei cittadini, porre una domanda diversa e fondamentale:

quale sarà l’utilità di queste operazioni per l’economia reale, per i cittadini e per le imprese?

Perché una cosa è l’efficienza della singola banca.

Un’altra cosa è l’efficienza dell’intero sistema economico.

Le concentrazioni bancarie durano da almeno trent’anni e hanno prodotto un sistema sempre più concentrato. Nel 2014 gli intermediari bancari italiani erano 510; a fine 2024 erano 134, organizzati in 53 gruppi e 81 banche individuali.

La dimensione conta, naturalmente.

La tecnologia costa, però. La cybersecurity costa. La compliance costa. Le infrastrutture digitali richiedono investimenti enormi. Ed è evidente che una banca troppo piccola può avere difficoltà a sostenerli.

Ma dobbiamo porci una domanda: banche meno numerose, più grandi, più patrimonializzate e più redditizie hanno prodotto anche più credito, più prossimità e più servizi all’economia reale?

Perché se guardiamo soltanto alla dimensione e alla redditività finanziaria rischiamo di dimenticare la funzione originaria della banca.

La banca non è soltanto un’impresa che raccoglie capitale e produce profitto.

È anche un’infrastruttura dell’economia.

Decide chi può aprire un’attività.

Chi può investire.

Chi può assumere.

Chi può affrontare un momento di difficoltà.

Quale impresa può crescere e quale invece deve rinunciare.

E allora, prima di chiederci quale sia l’assetto societario migliore per una banca, dovremmo chiederci a cosa serve la crescita di una banca.

Quanto credito arriverà alle piccole e medie imprese?

Quanti centri decisionali resteranno nei territori?

Quali servizi saranno garantiti alle fasce più deboli?

Quanto sarà realmente contendibile un mercato dominato da pochi grandi operatori?

Queste sono domande politiche, perché riguardano la vita concreta delle persone.

E qui veniamo al Monte dei Paschi.

La storia antica e recente di MPS ne ha fatto una banca di riferimento per il Centro-Sud del Paese, con una funzione complementare rispetto al sistema cooperativo.

Per fare l’Italia non basta Milano.

Ci vogliono anche Siena e Firenze, Napoli e Palermo: i territori nei quali storicamente si sono sviluppate istituzioni bancarie che hanno accompagnato la crescita dell’economia reale.

Per questo la rete di sportelli, le competenze, le relazioni con famiglie e imprese e quella che potremmo definire la “durevolezza” del marchio MPS costituiscono un patrimonio che non può essere considerato un elemento secondario.

Il marchio del Monte dei Paschi è più antico del Tricolore e, nel nostro Paese, è altrettanto riconoscibile.

Ma soprattutto il vero patrimonio di MPS non è soltanto il marchio.

Sono le persone.

Sono le professionalità.

Sono le relazioni costruite nel tempo.

È la conoscenza dei territori.

È la capacità di valutare il credito non soltanto sulla base di algoritmi e indicatori finanziari, ma anche sulla conoscenza dell’impresa, della famiglia, della comunità economica nella quale quella impresa vive.

Questa è una forma di capitale che non compare immediatamente in un bilancio, ma che ha un valore enorme per l’economia reale. Il valore di questo asset intangibile, fatto di storia, uomini,  metodo e stile (pensiamo alla cura della fondazione antiusura degli ex colleghi montepaschini e alla ricordata costituzione del microcredito di solidarietà, che ho avuto il privilegio di seguire direttamente) non può essere diviso o spezzettato e illudersi che rimanga inalterato, perché, come affermava Totò, “non è la somma che fa il totale” e per questo  uno ‘spacchettamento’ porterebbe a una grave perdita di questo valore intangibile e produrrebbe risultati negativi per gli  stakeholders della Banca.

MPS, nella sua lunga storia, è stata presente nel sostegno alle piccole e medie imprese, nel finanziamento del debito pubblico e nella stabilità dei territori.

Ha svolto anche funzioni di sistema in vicende come quelle di Banca Toscana e della Cassa di Risparmio di Prato, e in precedenza ha contribuito al sostegno del sistema delle casse rurali e artigiane.

Prima ancora di raccogliere ed erogare denaro, una banca come MPS ha raccolto ed erogato fiducia economica. Il ruolo delle banche non è solo guardare al profitto ma anche alla funzione sociale di sostegno all’economia del paese e dei territori, tenuto conto che il tessuto imprenditoriale italiano è fatto di piccole realtà che hanno bisogno di banche che conoscono il proprio territorio. Guardare con entusiasmo alla continua crescita dimensionale delle banche le allontana dai centri nevralgici del sistema produttivo, con l’effetto, tra l’altro, di produrre quei famosi extraprofitti che i più vorrebbero tassare, essendo effetto di una vocazione orientata esclusivamente al risultato economico.

Ed è proprio questo il punto politico che, a mio avviso, dovremmo affermare oggi.

L’integrità di MPS non è un interesse localistico di Siena. È un interesse nazionale.

Non perché Siena debba difendere un proprio privilegio.

Ma perché l’Italia ha bisogno di una pluralità di centri decisionali, di banche radicate nei territori, di competenze diffuse e di un sistema finanziario capace di servire l’economia reale.

Per questo le istituzioni territoriali non devono essere considerate portatrici di un interesse localistico e particolare.

Rappresentano invece un interesse generale: quello dei cittadini e dei loro progetti di vita e d’impresa.

E quindi chiediamo che, nelle scelte che riguardano il futuro di MPS, siano  preservati con impegni chiari e formali alcuni elementi fondamentali: l’integrità della banca, la sede direzionale a Siena, l’occupazione e le professionalità, il marchio e soprattutto la capacità di MPS di continuare a svolgere una funzione di credito e di servizio nei territori.

È su questo che, a mio avviso, deve misurarsi anche la responsabilità del Governo.

Lo Stato, attraverso il Governo, deve tradurre la posizione espressa dalle istituzioni comunali, provinciali e regionali in garanzie chiare e formali, naturalmente nell’ambito delle proprie competenze e nel rispetto delle prerogative degli azionisti e delle autorità di vigilanza.

Perché la questione non è semplicemente chi controllerà una banca.

La questione è quale modello di economia vogliamo costruire.

Se la finanza deve essere soltanto un luogo nel quale si massimizza il rendimento del capitale, oppure se deve tornare ad essere, prima di tutto, uno strumento al servizio dello sviluppo, del lavoro, delle imprese e della coesione sociale.

Io credo che Siena abbia il diritto e anche il dovere di porre questa seconda questione.

La nostra posizione, quindi, non è soltanto difensiva.

Non stiamo chiedendo di conservare MPS per nostalgia.

Stiamo chiedendo di preservare una infrastruttura economica del Paese perché possa continuare a svolgere una funzione nell’interesse dell’economia reale.

E questa posizione può essere condivisa da persone che appartengono a schieramenti politici diversi.

Anzi, dovrebbe esserlo.

Quanto alle differenti posizioni che vengono attribuite all’interno del fronte progressista sulla vicenda MPS, credo che oggi la questione sia secondaria.

Noi siamo all’opposizione in questo Consiglio comunale ed al Governo nazionale.

La responsabilità delle decisioni di Governo, invece, è di chi governa.

E quindi, colleghi della maggioranza, su questa questione Vi chiediamo una cosa molto semplice: fate arrivare a Roma la voce di Siena. E fatela arrivare unita.

Perché il futuro di MPS non riguarda soltanto Siena.

Riguarda la Toscana.

Riguarda il Centro-Sud.

Riguarda il rapporto tra banche e imprese.

Riguarda il credito, il risparmio e la capacità dei territori di avere ancora propri centri decisionali.

E quindi riguarda l’Italia.

Per questo auspico che da questo Consiglio comunale aperto parta una mobilitazione istituzionale e sociale che coinvolga i Comuni, la Regione, le organizzazioni sindacali, le categorie economiche, il Terzo settore e tutte le realtà nelle quali MPS è presente.

Una mobilitazione non contro qualcuno, ma per qualcosa.

Per difendere l’integrità di MPS.

Per difendere il lavoro e le professionalità.

Per difendere la prossimità del credito.

Per difendere una certa idea della responsabilità sociale dell’economia.

E allora, prima delle nostre appartenenze politiche, ricordiamoci che su questa questione abbiamo una responsabilità comune.

Per il bene del Monte dobbiamo essere uniti.

E se questa battaglia riguarda Siena ma riguarda anche l’Italia intera, allora possiamo dirlo con orgoglio:

in questa partita, siamo tutti senesi!

*Alessandro Masi è consigliere comunale del Pd

Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti

Altre notizie da ECONOMIA

Tutte →