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All’ombra di Garibaldi il Pd cerca il candidato sindaco di Siena

Stefano Bisi.

Chissà se all’ombra di Giuseppe Garibaldi le anime variopinte del Pd di Siena riusciranno a mettersi d’accordo sulla scelta del candidato sindaco? Forse sì, forse no. Insomma, non c’è una risposta certa, ma le elezioni comunali del 2028 si avvicinano e se il centrodestra, con qualche mal di pancia, punterà alla conferma di Nicoletta Fabio, dall’altra parte si spiffera qualche nome ma nulla più. “Prima il programma – dicono – poi la coalizione e poi il candidato”. Poi poi poi. Ma il “poi” potrebbe essere proprio in questi giorni di festa dell’Unità dedicata all’agricoltura, che dal 3 al 6 settembre si svolge ai giardini della Lizza.

Tra un dibattito e una bragiolina ben arrostita c’è chi proverà a chiedere all’ex rettore dell’università Angelo Riccaboni di mettere nel cassetto i suoi impegni internazionali per dedicarsi alla città che gli ha dato onori anche con il conferimento del Mangia. Dirà sì dirà no? Intanto una risposta negativa arriva da Francesco Frati, anche lui ex rettore ed ora presidente di Toscana Life Sciences e appassionatissima guida della Mens Sana che vuol tornare ad essere la squadra che tremare il mondo fa. Ha già detto no una volta all’allora potentissimo Enrico Letta.

Alla festa dell’Unità si presenta anche l’ex ministro pentastellato Stefano Patuanelli e l’invito è stato propiziato da Mauro Rosati, direttore della Fondazione Qualivita, da qualche mese cavaliere della Repubblica, che è amico del grillino che verrà a Siena per sponsorizzarlo come candidato sindaco.

Tra un festeggiamento nel Nicchio e l’attività di direttore delle terme Antica Querciolaia e di presidente di Sienambiente, all’ombra di Garibaldi si presenterà anche Alessandro Fabbrini, che vanta esperienza politica e solida cultura amministrativa. Essere cresciuto con Velasco, il mitico coach della pallavolo, gli ha insegnato come si fa a tenere unito un gruppo, ed essere figlio di Fazio, il seguace del migliorista Giorgio Amendola che dalla montagna amiatina arrivò a Siena, che fu il sindaco della chiusura alle auto, poi parlamentare italiano ed europeo e infine deputato del Monte dei Paschi, lo ha messo in contatto fin da bambino con il bello e il brutto del potere.

Ad ogni elezione torna in ballo il nome di Massimo Bianchi, docente di Scienze politiche, assessore nella giunta del sindaco Maurizio Cenni e ben visto dal cardinale Augusto Lojudice della cui benedizione pare che a Siena non vogliono fare a meno coloro che si candidano a qualche ruolo. E sotto questo aspetto ha qualche possibilità di centrare la candidatura, il sindaco di Sovicille Giuseppe Gugliotti, nipote di Gian Mario Carpi, democristianissimo consigliere regionale negli anni Ottanta e prima severo e temuto presidente del comitato regionale di controllo sugli atti degli enti locali, oltre ad essere stato priore del Leocorno. Gli ecologisti lo apprezzano per la dura battaglia che sta conducendo contro gli arrivi degli aerei “dei ricchi” ad Ampugnano. Anche nel mondo della sanità ha buoni contatti per essere presidente della Società della salute.

Vicino al lago dei cigni, la segretaria comunale piddina Rossana Salluce e il suo braccio destro Silvio Franceschelli, senatore della Repubblica, sonderanno Benedetta Mocenni, priore della Selva e rettrice del Magistrato delle contrade, figlia di Flavio, il compianto manager della sanità che riusciva a districarsi tra baroni e baronetti della medicina. Se poi si vorrà provare con un papa straniero, i piddini potrebbero sentire Claudia Pratelli, senese del Nicchio e oggi assessora comunale a Roma nella giunta del sindaco Roberto Gualtieri.

Alla sinistra più estrema dell’eventuale coalizione di centrosinistra piacerebbe il rettore dell’università per stranieri Tomaso Montanari, fiorentino-senese dell’Oca, che sa tutto di Gaza ma ha dimenticato di intitolare almeno un’aula a Mauro Barni, artefice della nascita dell’ateneo che ora guida. Sarà alla Lizza, dalla mattina a notte inoltrata, l’ex sindaco di Sovicille e ora vicepresidente del consiglio comunale di Siena, Alessandro Masi. Il diritto amministrativo lo conosce bene come il latino e il greco, materie in cui eccelleva al liceo classico. E il Piccolomini lo ha frequentato anche Michele Taddei, di solida cultura classica e amministrativa che ha messo a disposizione dell’ordine dei giornalisti di cui è vicepresidente toscano. Se la coalizione vuole pescare nell’area socialista potrebbe essere il candidato ideale. E la segretaria cigiellina Alice D’Ercole non è esclusa dalla corsa.

Il generale Garibaldi vi guarda. Parafrasando Massimo Gramellini possiamo scrivere “Fate buone scelte”.

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