Che c’è dietro la nomina dell’ex ministro della Difesa ucraino come consulente del governo italiano
Il Giornale diretto da Tommaso Cerno si occupa della nomina di Mychajlo Fedorov da parte del governo italiano. Più che l’annuncio in sé, colpisce la tempistica. È infatti ben più di una promessa mantenuta, che i due si erano fatti al telefono dopo il licenziamento deciso da Zelensky. Lo sbarco a Roma dell’ex ministro della Difesa ucraino ieri è diventato realtà. Primo incontro con Guido Crosetto, per ricoprire il ruolo di consulente, «Advisor per l’innovazione». Dopo aver rifiutato le richieste arrivate da altri Stati Ue, il simbolo della rivalsa tecnologica dei droni di Kiev nella guerra contro Mosca è stato chiamato a dare indicazioni al governo italiano. Gomito a gomito con il ministro: con cui parlava fino a luglio da parigrado, fin quando Mykhailo Fedorov non è stato rimpiazzato su volere presidenziale perché in contrasto con la linea di Zelensky, lasciando il governo.
La domanda, al di là della notizia del nuovo incarico Italia giunta ieri sera, anche se in parte già anticipata da Crosetto nelle scorse settimane, serpeggia tra gli alleati di maggioranza a Roma quanto nelle altre cancellerie europee. Si tratta di un messaggio a Zelensky, visto che Fedorov è diventato nel frattempo subito dopo la cacciata dal governo lo scorso luglio una sorta di icona nel Paese, almeno per quella parte di Ucraina che vorrebbe andare a elezioni e mandare a casa proprio l’uomo che guida da 4 e più anni la difesa di un Paese invaso? Oppure è solo un uomo competente che si mette a servizio di uno Stato amico, e di un ministro con cui ha collaborato in questi anni di guerra per dare consigli in un contesto geopolitico, e militare, in continua evoluzione?


