Blog - Stefano Bisi
SfogliAmo.eu
Fondato da Stefano Bisi
Politica

Schlein tra i distinguo del Pd e le posizioni di Conte

Bruno Vespa scrive sul Quotidiano Nazionale che Elly Schlein è stretta da i distinguo del Pd e Giuseppe Conte. Che le consiglia di fare l’inventore di Porta a Porta.

Nei diciannove anni di vita del Partito democratico, le primarie di coalizione per la scelta del candidato premier si sono svolte soltanto il 25 novembre/ 2 dicembre 2012. Il campo largo si chiamava “Italia. Bene comune“ e Pier Luigi Bersani vinse al ballottaggio con il 61 per cento dei voti contro il 39 di Matteo Renzi (al primo turno, lo scarto tra i due era stato di nove punti, con Nichi Vendola fermo al 15,6). L’anno successivo ci fu la “non vittoria” di Bersani alle elezioni e la nascita del governo Letta di unità nazionale. Due anni prima che nascesse il Pd, nel 2005, ci furono le primarie dell’Unione (4,3 milioni di elettori) con un plebiscito (74,2 per cento) a favore di Romano Prodi (Fausto Bertinotti si fermò al 14,7 per cento). Dal 1994 ad oggi, il centrosinistra ha vinto le elezioni soltanto due volte proprio con Prodi, anche se ha governato molto più a lungo del centrodestra che ne ha vinte quattro.

Nello statuto del Pd le primarie di coalizione non sono previste. C’è scritto che il segretario in carica è in quanto tale candidato premier. Sta soltanto a lui (o a lei) decidere se aprire ad altri la candidatura a Palazzo Chigi e con quali modalità. Elly Schlein ha deciso di concorrere a primarie di coalizione, sia per generosità sia perché questa è la condizione posta da Giuseppe Conte per tenere in piedi l’alleanza. Ma si comprende perfettamente il suo turbamento dinanzi a un partito e a una coalizione che ogni giorno si lacerano con personalità eminenti che le fanno capire di non ritenerla la persona più adatta alla vittoria contro Giorgia Meloni.

Silente l’area riformista che su questo e su altri punti non ha voce in capitolo, stupisce che la maggioranza Schlein arrivi a metterne in dubbio le capacità o sussurrando nei retrobottega che Conte sarebbe più competitivo, o immaginando candidature finte se non irrispettose (un diciottenne, un vecchio partigiano) o cercando tra sindaci (Gaetano Manfredi a Napoli, Silvia Salis a Genova) o presidenti di Regione (Antonio Decaro in Puglia) una figura potenzialmente migliore.

Il minimo che Schlein possa chiedere è stabilire lei le regole del gioco: se accetta il rischiosissimo voto online aperto a tutti, le si conceda almeno il ballottaggio.

Il solo punto sul quale alcuni critici hanno ragione è a nostro avviso la necessità di una sollecitasottoscrizione di un patto sul programma che preceda le primarie. L’8 settembre (data non precisamente fausta) Schlein e Conte parteciperanno insieme alla festa romana di Bonelli e Fratoianni. Il fatto che non sia stato invitato Renzi la dice lunga sulla compattezza dell’alleanza larga. Ma oltre a lamentare quel che il governo Meloni non ha fatto, sarebbe utile cominciare a capire quel che farebbero loro una volta arrivati al governo. A cominciare dalla politica estera e dalla gestione dell’immigrazione. Oltre al fisco, la sanità e tutto il resto.

Iscriviti
Notificami
guest
0 Commenti

Altre notizie da POLITICA

Tutte →