Il presidente della Provincia di Lucca: “Per il museo del Risorgimento pensiamo a una soluzione per valorizzarlo”
«Ci sono silenzi che sono solo apparenti e nascondono, invece, un intenso lavoro per arrivare al risultato ottimale. E’ il caso del Museo del Risorgimento: se in apparenza la Provincia è rimasta ferma e il Museo è rimasto visitabile solo su prenotazione, questo non significa che non ci siamo attivati per trovare una soluzione che valorizzasse la struttura museale. Al contrario: fin dai primi giorni di mandato, questo museo è stato inserito tra le mie priorità d’azione per un suo rilancio e affermazione, dopo le difficoltà legate al cambio legislativo e alla pandemia».
A dirlo è il presidente della Provincia di Lucca, Marcello Pierucci, rispondendo, in questo modo, a coloro che hanno sostenuto una sorta di immobilità da parte dell’ente di Palazzo Ducale.
«A suo tempo, la Provincia – ricostruisce il presidente – accettò con entusiasmo la donazione della collezione risorgimentale e diede vita a un progetto che, grazie alle competenze e alle risorse che l’ente aveva a disposizione in materia di cultura, prevedeva che, ciclicamente, venissero esposti negli spazi destinati al Museo, i vari cimeli, al fine di valorizzare l’intera collezione. Un progetto ambizioso che avrebbe previsto anche la realizzazione di numerosi momenti di approfondimento e formazione, ma che non è stato possibile realizzare. La Riforma Delrio, infatti, ha tolto alla Provincia le competenze in materia di cultura e, di conseguenza, le risorse da destinare a questo ambito. Non solo, anche volendo comunque trovare risorse alternative, l’ente ha affrontato una drastica diminuzione di personale, passando da 600 dipendenti a 200, cosa che ha messo in difficoltà un po’ tutti i settori e che aveva comportato l’apertura solo su prenotazione. A questa situazione già di per sé difficile da gestire, si è aggiunta la pandemia e il post-pandemia che ha finito per dare il colpo di grazia a numerose attività. Ma questo non ci ha fatto desistere dall’intento di valorizzare il Museo del Risorgimento al meglio delle nostre possibilità. In questo periodo, infatti, oltre alle visite su prenotazione, la struttura ha vissuto grazie all’attività svolta dal Sistema Museale Provinciale e al supporto dei volontari».
Dare maggiore visibilità, esporre in maniera permanente la ricca collezione e dare un’apertura continuativa alla struttura sono stati gli obiettivi che Pierucci si è posto fin dall’inizio del mandato: «Per una sensibilità forse personale – afferma – considero molto importante per il territorio avere un museo del genere a disposizione, in quanto il Risorgimento, qua come altrove, è stato un momento cruciale della nostra storia e ancora oggi viviamo nel riflesso di quei giorni che non possono e non devono divenire solo pagine di un manuale di storia. Per questo, abbiamo coinvolto il Comune di Lucca che si era reso disponibile alla realizzazione di un progetto in tal senso. Difficoltà oggettive più che comprensibili hanno rallentato questo percorso e, nelle more di una definizione futura della situazione, nonché alla luce della disponibilità a un finanziamento da parte del presidente della Regione Eugenio Giani, la Provincia si farà carico di una riapertura completa del Museo, che, inizialmente, si potrà visitare su prenotazione e che. Ma siamo andati ancora oltre e abbiamo attivato contatti con l’Università di Pisa per un supporto scientifico all’attività del Museo, che, nelle prossime settimane si concretizzerà nella nomina degli organismi deputati a questo».
«Mi preme, infine, rassicurare – conclude il presidente Pierucci – tutti coloro che pensano che la struttura versi in stato di degrado: non è così. Il Museo non è stato trasformato in magazzino, non vi sono stoccati rifiuti o altro, per contro tutto il materiale, sia quello in mostra, sia quello che, per motivi di spazio, non è visibile, è ben conservato e a disposizione di scuole o gruppi che ne fanno richiesta. Se qualcuno avesse dubbi sul suo stato, siamo qua, disponibili ad accompagnare chi voglia vedere con i propri occhi. Ribadisco che, proprio per la storia che testimonia, il Museo del Risorgimento ricopre un’importanza primaria ed è tra le priorità che mi sono posto nel mio mandato. Per questo ritengo infondate le critiche mosse all’attività svolta dall’ente e posso assicurare che farò tutto quanto in mio potere, affinché questa struttura possa vivere una seconda stagione molto più felice e divenire punto di riferimento culturale anche oltre i confini cittadini».


