Musei e museologie, esigenze contemporanee e visioni future
Maurizio Vanni*.
I cambiamenti climatici e il degrado ambientale sono tra le maggiori sfide del “qui e ora” che minacciano il mondo. La sostenibilità ambientale è diventata una questione primaria assumendo un ruolo determinante in ogni attività professionale e in ogni aspetto della nostra vita. La cultura costituisce una delle priorità su cui agire per ridurre l’impatto ambientale. A partire dall’“Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile” si è diffusa la consapevolezza che le strutture che producono cultura possono fare molto. Infatti, oltre a ridurre quanto più possibile il loro impatto, possono trasmettere a tutte le comunità di un territorio coscienza ecologica e sensibilizzare su importanti questioni come l’inclusione, la giustizia sociale, la coesione e l’equità, dando il buon esempio e programmando attività ad hoc. La cultura è, dunque, una risorsa imprescindibile per la ridefinizione di ogni “sistema” nell’ottica di una crescita sostenibile.
La Biomuseologia è la disciplina legata alla Museologia che si occupa della sostenibilità ambientale dei musei, con particolare riferimento a quelli progettati all’interno di immobili storici vincolati.Non ha a che fare con l’edificio museale ad eccezione dell’impiantistica (climatizzazione) e dell’illuminotecnica in quanto collegate anche alla sicurezza e alla tutela delle opere esposte. Oltre ad affiancare la Bioarchitettura nella progettazione di nuovi musei, si occupa prevalentemente della diminuzione dell’impatto ambientale dei musei esistenti. Per questo è importante che l’istituzione museale si predisponga a capitalizzare il progetto di Biomuseologia mediante figure professionali estrategie dedicate, applicando un approccio di condivisione con la comunità e con il territorio.
La transizione verso una società sostenibile richiede uno sforzo da parte di tutti. Un ruolo di primo piano la può giocare proprio la cultura e, in modo particolare, i musei che stanno diventando un punto di riferimento per riorientare il pubblico generico, sollecitare gli stakeholder, stimolare le imprese private e per diventare attori principali del cambiamento. La nuova definizione ICOM di museo la propone come uno degli obiettivi principali: la corsa sfrenata verso un aumento dei biglietti staccati lascia il passo ad una nuova, e ben più significativa, accezione di valore che è quella prodotta dai beni intangibili. Le strutture museali, che fanno sentire importanti e partecipi tutti i loro dipendenti, e che si prendono letteralmente cura dei visitatori, mettono la crescita umana delle persone tra gli obiettivi più alti. Con un progetto a favore dell’ambiente e della comunità (inclusione sociale), il museo diventa attivatore di valore socio-culturale intervenendo per diminuire l’impatto in alcuni contesti specifici quali:
1) Efficientamento energetico: raggiungimento delle stesse performance, utilizzando meno energia (riqualificazione energetica) attraverso dispositivi più efficaci e meno impattanti, come ad esempio le pellicole e le tegole fotovoltaiche, i proiettori a LED o le vernici nanotecnologiche;
2) Condivisione di coscienza ecologica: occuparsi di sostenibilità ambientale significa anche condividere con il personale, con i collaboratori esterni, con i fornitori e con i visitatori il senso di una concreta responsabilità ambientale;
3) Risparmio energetico: riduzione del consumo complessivo di energia attraverso buone pratiche, comportamenti consapevoli e utilizzo della tecnologia (es. domotica o intelligenza artificiale).
All’interno di un museo, un progetto strategico legato alla sostenibilità ambientale prevede una pianificazione etica pluriennale perché connesso a più azioni da mettere in atto in tempi diversi su aree di intervento differenti. Solitamente, il responsabile del gruppo di lavoro dedicato dichiara in anticipo quali dovranno essere i piani per il raggiungimento degli obiettivi (promise) di un percorso che mette al centro il visitatore e il suo benessere integrale. In generale, i musei prendono decisioni relative alla sostenibilità che vanno a impattare sulla comunità locale, ma in questo caso, parlando di ecologia, l’incidenza può essere proiettata anche su aree geografiche ben più distanti. Gli obiettivi dichiarati, le responsabilità che ne conseguono e la redazione del bilancio di missioneoffrono l’opportunità di una condivisione quasi in tempo reale del lavoro che viene realizzato e dei risultati ottenuti. Nello scenario di un museo che entra nella quotidianità delle persone, un occhiocostante e attivo sulle questioni ambientali potrebbe facilitare il coinvolgimento e contribuire alla fidelizzazione delle persone che condividono la coscienza ecologica attraverso il loro stile di vita. In un’ottica di divulgazione dei beni immateriali (bene comune, bene relazionale, etica, equità, abbattimento di qualunque barriera per un’accessibilità universale), il museo comunica la propria filosofia museale con un progetto di valorizzazione e gestione incentrato sullo sviluppo sostenibile.
*Storico dell’arte, Museologo, specialista in Museoterapia e Biomuseologia, docente di Sostenibilità, Valorizzazione e gestione museale (Università di Pisa) e di Marketing per la cultura nel Master “Economia e Management della Comunicazione e dei Media” (Università di Roma Tor Vergata). È Direttore scientifico della collana “Musei e museologia del presente” (Pacini Editore, Pisa) e membro dell’Academic Board della Korean Society of Museum Studies di Seoul.


