Ecco perché torna l’inverno tradizionale con calo delle temperature e nevicate
di Silvano Focardi*.
I primi mesi del 2026 vedranno un significativo calo delle temperature, un aumento delle nevicate, un ritorno a quello che potremmo chiamare inverno tradizionale che avevamo un poco dimenticato per le conseguenze del cambiamento climatico. Secondo le previsioni del Climate Prediction Center (CPC) del NOAA, National Oceanic and AtmosphericAdministration, il mese di settembre è stato caratterizzato dalla presenza del fenomeno climatico chiamato la Niňa che si è prolungato fino a tutto il mese di dicembre. Il termineNiña si riferisce al raffreddamento delle temperature superficiali dell’Oceano Pacifico equatoriale nelle aree centrale e orientale; questa fase determina cambiamenti nella circolazione atmosferica tropicale, nei venti, nella pressione e nelle precipitazioni. In generale. La Niña produce impatti climatici su larga scala opposti al Niño, soprattutto nelle regioni tropicali. Gli ultimi dati del WMO e del CPC confermano che siamo già all’interno della fase Niña che dovrebbe prolungare i suoi effetti fino al mese di febbraio 2026. Il monitoraggio delle fasi del fenomeno si basa sui valori dell’Oceanic Niño Index (ONI), che viene determinato in base alle variazioni delle temperature superficiali del mare (SST, Sea Surface Temperatures), calcolate rispetto a un periodo base di 30 anni. Quando l’ONI supera le soglie predefinite nelle acque delle regioni centrale e orientale del Pacifico equatoriale (>+0,5°C) si produce la fase del Niño che porta all’indebolimento dei venti orientali per cui le grandi perturbazioni si dirigono verso le coste delle Americhe. Le anomalie negative (<-0,5°C) sono associate alla Niña nella quale i venti orientali diventano più forti spostando le precipitazioni verso l’Asia. Nel mese di dicembre è evidente l’abbassamento della temperatura delle acque superficiali del Pacifico e al conseguente fenomeno della Niña.
Sappiamo che gli effetti del Niño sono associati all’aumento di temperatura del pianeta e al cosiddetto cambiamento climatico che si è manifestato negli ultimi anni. Ci possiamo domandare quali saranno gli effetti della Niña sull’Europa e in particolare sul nostro Paese nell’inverno 2025-2026. Secondo alcuni ricercatori il ritorno della Niña aumenteràl’ingresso di perturbazioni atlantiche nel Mediterraneo. L’inizio del 2026 sarà caratterizzato da abbondanti nevicate e fenomeni più marcati sulle regioni settentrionali e appenniniche.Queste condizioni climatiche potrebbero essere potenziate da un veloce aumento delle temperature nella stratosfera sopra al Polo Nord che indebolirebbe il Vortice Polare, favorendo la discesa di masse d’aria fredda verso il Mediterraneo e quindi anche verso l’Italia. Un ritorno all’inverno tradizionale.
*Silvano Focardi, ecologo, è stato rettore dell’università di Siena






