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Lavitola confessa e Ranucci si paragona a Falcone e Borsellino, con tutto il rispetto sembra un’esagerazione

Sigfrido Ranucci torna a usare i social per fare sentire la sua voce dopo l’arresto dell’amico Valter Lavitola come mandante dell’attentato ai suoi danni: «La voce che spaventa – scrive –. Ho imparato, seguendo per anni il filo che lega Aldo Moro a Piersanti Mattarella, e Piersanti Mattarella a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, che la storia italiana non uccide mai i suoi uomini migliori per debolezza: li uccide per eccesso di chiarezza».

Queste le parole pubblicate dal giornalista e conduttore di Report, in un post sul proprio account Facebook corredato dalla foto di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino: «Muoiono tutti nello stesso identico modo – conclude Ranucci –, non tanto per la pallottola o per il tritolo, quanto per aver visto, un attimo prima degli altri, il disegno intero di cui erano parte, e per aver tentato, con l’ingenuità di chi crede ancora nella verità come in un bene comune, di raccontarlo a voce alta». Con tutto il rispetto per Sigfrido Ranucci il paragone non regge.

Nel corso dell’interrogatorio di garanzia, durato oltre 5 ore, Valter Lavitola ha ammesso “di essere il mandante dell’attentato a Sigfrido Ranucci” così come ipotizzato dalla procura di Roma. “Ha confermato l’ipotesi accusatoria della procura della Repubblica, ammettendo di essere stato il mandante dell’attentatoe dice di averlo fatto per tutelare la incolumità di Ranucci che era oggetto di parecchi pericolosi tentativi di aggressione e fargli innalzare la scorta”, ha affermato l’avvocato Sergio Cola, difensore di Valter Lavitola, al termine dell’interrogatorio di garanzia. Alla domanda se Ranucci sapesse dei propositi di Lavitola, l’avvocato ha detto di non poter rispondere.

“Saranno possibili i domiciliari? Ritengo di sì, però io avvocato non do mai niente per certo, solo quando vedo il provvedimento. Sicuramente – ha aggiunto – non poteva essere una strage, tanto è vero che è stata esclusa l’imputazione, ma questo è in diritto proprio, è pacifico. La strage ha determinate caratteristiche a livello di esecuzione, tant’è che molto opportunamente sia il pm sia il gip hanno escluso l’ipotesi accusatoria, che non esiste”.

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