Sant’Anna di Stazzema, presente Tajani ed è la prima volta di un esponente di un governo di centrodestra
“All’alba del 12 agosto 1944 circa trecento tedeschi delle SS, con l’aiuto di collaboratori fascisti, salirono a Sant’Anna di Stazzema e compirono una delle più gravi stragi nazifasciste della Seconda Guerra mondiale in Italia” scrive sui social il ministro degli Esteri Antonio Tajani.
Rastrellarono le borgate casa per casa e uccisero circa 560 persone, tra loro circa 130 bambini. Fu un massacro di vite innocenti, una delle pagine più buie della storia d’Europa. Oggi, in rappresentanza del Governo, ho commemorato ognuna di quelle vittime, per custodire la loro memoria, affinché quell’orrore non si ripeta mai più nel solco della pace e del rispetto della persona umana”. Lo scrive sui social il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani che questa mattina ha partecipato alla commemorazione della strage nazifascista di Sant’Anna di Stazzema. A 82 anni dall’eccidio è la prima volta che si registra la presenza di un esponente di un governo di centrodestra alla cerimonia. Alla commemorazione ha svolto l’intervento ufficiale l’ex presidente del consiglio Giuseppe Conte ed era presente il governatore della Regione Toscana Eugenio Giani.
“Non basta dire ‘mai più’, occorre agire concretamente per garantire che tutto questo non si ripeta. Sono passati più di 80 anni dai tragici fatti che hanno legato indissolubilmente il nome della vostra terra a quello di una delle più gravi tragedie della Seconda guerra mondiale. Eppure, dopo tanto tempo, il ricordo di quelle vicende, il ricordo del sangue dei martiri, è vivo oggi come allora”, ha sottolineato Tajani. Quella di Sant’Anna, ha aggiunto, “non è una delle tante tragedie che ogni guerra porta con sé”: quello compiuto “dalle truppe della Germania nazista che occupavano e opprimevano il nostro Paese” fu “un crimine deliberato”, commesso “con l’aiuto di fascisti italiani. Italiani che indicavano ai nazisti italiani innocenti da eliminare”. Un crimine, ha rimarcato, “che non trova alcuna giustificazione, né quella della tragica fatalità, né quella delle dure leggi della guerra”.
“Il sangue di quei martiri innocenti, donne, bambini, neonati, anziani, pacifici lavoratori, richiama la politica, richiama le istituzioni, richiama tutti quanti noi a un grande dovere”, ha proseguito il ministro, ricordando che “i valori sui quali si fonda l’Italia democratica sono i valori sui quali si è basata la guerra di Liberazione”. Una guerra, ha ricordato, “che non avremmo vinto se non fosse stato anche per il contributo decisivo degli Alleati”, ma nella quale “l’Italia non avrebbe riscattato l’onore e la dignità morale della Patria se gli italiani non avessero partecipato attivamente alla Liberazione e non avessero combattuto con valore dalla parte della libertà”. Tajani ha quindi ricordato le Brigate partigiane del Nord, l’esercito del Sud, i militari internati in Germania e quanti diedero la vita a Cefalonia, a Porta San Paolo insieme ai cittadini romani e a Mignano Montelungo: “Combattenti che avevano orizzonti diversi ma che seppero mettere da parte le divergenze per un grande obiettivo comune: la libertà della Patria. A loro abbiamo reso, rendiamo e continueremo a rendere onore”.
“Ecco la pace che dobbiamo difendere nel mondo, dai confini dell’Europa fino alle guerre dimenticate in Africa, al Medio Oriente, dove devono cessare le carneficine delle popolazioni civili che nulla hanno a che fare con le guerre”, ha affermato ancora Tajani, sottolineando che “la nostra libertà e la nostra democrazia si fondano sul sangue delle vittime di Sant’Anna, di Marzabotto, di Boves, di Onna, delle tante località italiane legate dal filo di un triste pellegrinaggio della memoria”. Per questo, ha concluso in questo passaggio del suo intervento, si tratta di “una libertà sacra, di una democrazia sacra che devono essere tutelate perché sono il grande patrimonio comune della nostra nazione”.
A margine delle commemorazioni dell’anniversario dell’eccidio di Sant’Anna di Stazzema Tajani è tornato sulla sospensione di Schengen “vediamo che cosa succede, abbiamo detto fino al 15 agosto non si revoca, poi vediamo quali saranno gli sviluppi della situazione. Prenderemo le decisioni nell’interesse dell’Europa e nell’interesse della sicurezza nazionale a tutela dei confini italiani, sono 7mila chilometri di costa che sono anche confini europei”. Con il ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares, “non abbiamo parlato, ma la nostra non è una decisione contro la Spagna, non abbiamo fatto nessuna ritorsione, abbiamo soltanto cercato di tutelare l’interesse nazionale e la sicurezza nazionale e dell’Europa di fronte a un’emergenza che non si era mai vista prima”.
“Non credo che ci sia un problema” con la Germania sulla questione dei dublinanti, aggiunge il ministro degli Esteri. “Non credo ci sia un problema perché c’è tutta la questione delle navi ong battenti bandiera tedesca che hanno fatto sbarcare in Italia, quindi credo che da questo punto di vista si trovi un equilibrio – ha spiegato Tajani – non credo ci siano problemi per far rientrare i dublinanti nella Germania”.





