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In Germania la geotermia di terza generazione a ciclo chiuso e collegata alla rete

di Mariella Baccheschi.

Dalle pagine della rivista online Ecofuturo, il magazine bimestrale di Ecquologia, il gruppo ecologista che si occupa di innovazione eco-tecnologica e sostenibilità ambientale, giunge la notizia di “una nuova e innovativa tecnologia geotermica” – di terza generazione – pronta a alimentare la cittadina di Geretsriednella fredda Baviera. A realizzarla la società energetica canadese EavorThechnologies, che sta sfruttando il calore proveniente dalle viscere del sottosuolo “per riscaldare gli edifici e trasformarlo in elettricità”. L’articolo riferisce che l’azienda “a soli tre anni dall’inizio dei lavori di costruzione, ha ufficialmente iniziato a immettere energia elettrica nella rete per uso commerciale” e spiega in cosa consiste questa innovativa tecnologia “a ciclo chiuso”. “La tecnologia di Eavor-Loopva oltre i progetti geotermici tradizionali: l’azienda utilizza un metodo unico per estrarre calore dalla crosta terrestre, realizzando percorsi sotterranei con canali che si diramano come i denti di una forchetta, aumentando la superficie di scambio termico nel sottosuolo. Un sistema innovativo che consente di fornire energia e calore puliti, continui e affidabili 24 ore su 24, superando i limiti di intermittenza tipici di fonti come solare ed eolico”. L’impianto è progettato per produrre energia sia elettrica sia termica. Per quanto riguarda la produzione elettrica, la capacità installata è pari a circa 8,2 megawatt (MW) e a pieno regime l’impianto è in grado di coprire il fabbisogno elettrico di 18.000-20.000 famiglie. Ma come funziona? “Il cuore della tecnologia – spiega Ecofuturo – è costituito da pozzi profondi e laterali collegati tra loro in loop sotterranei. All’interno del circuito chiuso circola un fluido che cattura il calore del sottosuolo e lo trasporta in superficie per la produzione di energia, senza entrare in contatto con l’ambiente. Il sistema funziona come un grande radiatore geotermico sotterraneo, capace di fornire energia pulita in modo costante, senza bisogno di grandi risorse idriche né di trattamenti complessi dell’acqua”. A differenza della geotermia tradizionale, inoltre, la tecnologia Eavor-Loop non richiede la presenza di serbatoi naturali di acqua calda e non immette sostanze inquinanti che risalgono dal sottosuolo in atmosfera. Il costo complessivo stimato dell’opera si colloca intorno ai 268 milioni di euro, ma è destinato a diminuire in modo significativo nei prossimi anni, “con il passaggio dalla fase dimostrativa a una diffusione su scala industriale”.

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