Re Carlo e il principe William si preparano all’offensiva di simpatia verso gli Stati Uniti
di Ariel Piccini Warschauer.
Non è solo una questione di protocollo, è una missione di Stato vestita di alta sartoria e sorrisi smaglianti. Secondo le indiscrezioni trapelate dal Times, Buckingham Palace e il governo britannico starebbero ultimando gli ultimi dettagli per quella che è già stata ribattezzata la “grande offensiva di simpatia” verso gli Stati Uniti. Nel 2026, Re Carlo III e il Principe William varcheranno l’Oceano con un obiettivo chiaro: rinforzare i rapporti con il Presidente Donald Trump (nella foto) e proteggere gli interessi economici del Regno Unito.
Se le trattative “avanzate” dovessero essere confermarte, la visita di aprile di Re Carlo III segnerebbe un momento storico: sarebbe la prima volta che un monarca britannico regnante mette piede sul suolo americano dal lontano 2007, quando la Regina Elisabetta II fu ospite di George W. Bush.
Ma perché proprio ora? La risposta risiede nel calendario e nel portafoglio. Il 2026 segnerà il 250° anniversario della Dichiarazione d’Indipendenza americana. Quale modo migliore per celebrare il legame tra le due nazioni se non con la presenza dell’erede di colui contro cui gli americani combatterono per la libertà, Re Giorgio III? Un paradosso storico che oggi si trasforma in un raffinato strumento di soft power.
Dietro i banchetti e i brindisi si cela una realtà economica complessa. Con i negoziati commerciali in una fase delicata e il recente congelamento di investimenti per miliardi di dollari nel settore high tech da parte di Trump, Downing Street ha deciso di schierare i suoi “asset” più influenti.
Donald Trump, è noto, nutre da sempre, una profonda ammirazione per la monarchia britannica, un’eredità affettiva legata alla madre Mary, di origini scozzesi. Dopo essere stato accolto con sfarzo a Windsor lo scorso settembre — diventando l’unico Presidente a ricevere due inviti per visite di Stato — Trump ha confermato il suo debole per i Windsor, spendendo parole di rara ammirazione anche per la Principessa del Galles, Kate Middleton.
Il Re non sarà solo in questa trasferta transatlantica. Anche il Principe William è atteso negli USA nel corso dell’anno. In veste di patrono della Federazione calcistica inglese, il Principe del Galles dovrebbe seguire la spedizione della nazionale britannica per la Coppa del Mondo 2026, che sidisputerà tra Stati Uniti, Canada e Messico.
Gli osservatori reali concordano: se William vorrà davvero fare breccia nel cuore dell’opinione pubblica americana e dell’amministrazione Trump, la presenza di Kate Middleton sarà cruciale. La Principessa del Galles rimane la figura più amata e iconica della monarchia a livello globale, la “testimone d’eccellenza” capace di trasformare un incontro istituzionale in un evento mediatico planetario.
Nonostante non ci sia ancora un invito ufficiale della Casa Bianca, la macchina organizzativa è già in moto. La sfida è ambiziosa: trasformare il fascino secolare della Corona in una leva diplomatica moderna per garantire al Regno Unito un posto di favore nell’agenda americana.
Tra elicotteri, cene di gala e stadi affollati, il 2026 si preannuncia come l’anno in cui i Windsor proveranno a dimostrare che, nell’era dei social e dei dazi doganali, un Re e un Principe possono ancora fare la differenza con buona pace di un’Europa al palo.






