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Un pasticcio tira l’altro, Malagò nomina Diana Bianchedi come capo delegazione della Nazionale ma forse è incompatibile

La mossa a sorpresa si è già trasformata in un pasticcio. Neanche il tempo di nominare Diana Bianchedi come nuova capodelegazione della Nazionale di calcio, annuncio dato direttamente dal presidente Giovanni Malagò in un’intervista alla Gazzetta dello Sport, e il progetto potrebbe saltare per un clamoroso conflitto d’interessi per il ruolo di vice presidente vicario del Coni attualmente ricoperto dalla Bianchedi. “Ai sensi dello Statuto e delle Leggi vigenti – scrive lo stesso Coni in un comunicato pubblicato nel primo pomeriggio – sono stati prontamente attivati gli uffici preposti e gli organismi competenti al fine di valutare eventuali profili di opportunità, inconferibilità e incompatibilità, a tutela della Giunta Nazionale”. La Stampa racconta il pasticcio.

Le norme, infatti, vietano un doppio incarico tra Coni e federazioni sportive. Nello specifico l’articolo 7 comma 4 dello Statuto del Coni spiega che i “componenti della Giunta nazionale qualora vengano a trovarsi in situazione di permanente conflitto di interessi sono considerati incompatibili con la carica che rivestono, e debbono essere dichiarati decaduti”. Quindi ora la Bianchedi, ex schermitrice e pluricampionessa olimpica, dovrà decidere se accettare la proposta ricevuta da Malagò oppure rifiutare per restare al Coni. Diana Bianchedi, attualmente in vacanza in Malesia, non ha ancora comunicato nulla e alla specifica domanda sul suo potenziale nuovo incarico non ha risposto alla domanda de La Stampa.

Il caso Bianchedi profuma comunque di autogol, considerando che Malagò è stato presidente del Coni dal febbraio 2013 al giugno 2025. Quindi conosce benissimo le leggi che lo regolano, a meno che il nuovo numero uno della Federcalcio non abbia voluto forzare la situazione con un colpo di teatro. Una mossa che ha sicuramente fatto arrabbiare il Coni, visto come ha reagito con un comunicato pubblico per indagare il conflitto d’interesse. Malagò ha scelto Bianchedi, già al suo fianco nella candidatura olimpica di Roma 2024 e poi apprezzatissima Chief Strategy Planning & Legacy Officer dei Giochi Invernali di Milano-Cortina 2026, per completare il quadro della Nazionale dopo la nomina di Roberto Mancini a ct, di Claudio Ranieri a direttore tecnico e di Gianfranco Zola come coordinatore tra prima squadra e giovanili.

“Una scelta che risponde a un’esigenza o, meglio, richiesta degli appassionati, della gente, degli italiani – ha spiegato Giovanni Malagò nell’intervista odierna alla Gazzetta dello Sport -: Diana gode di prestigio e credibilità internazionale, bicampionessa olimpica, un curriculum fatto di studi e specializzazioni, laurea in medicina, master sportivi e manageriali, ruolo apicale in Milano Cortina e vicepresidente vicaria del Coni”. Per il presidente della Figc si tratta di una “rivoluzione culturale”, visto che sarà la prima donna a ricoprire un ruolo così apicale nella Nazionale, prendendo il testimone da Riva, Vialli e Buffon. “È – prosegue Malagò – come rimettere il calcio al centro di un dialogo con lo sport a 360 gradi…”.

“Non si ravvisa alcun conflitto di interessi nella nomina di Diana Bianchedi, vicepresidente e membro della Giunta del Coni, a capo delegazione della Nazionale italiana di calcio”. Fonti della Figc chiariscono così la posizione della federazione dopo il comunicato del Coni. “Non c’è né norma statale né statutaria che preveda espressamente un’incompatibilità tra il ruolo di membro di Giunta del Coni e un incarico federale; né si ritiene che l’incarico possa configurare il conflitto di interessi permanente richiamato dall’articolo 7 dello statuto del Coni. Si tratta di un ruolo di mera rappresentanza”.

Nell’intervista alla Gazzetta, poi, Malagò spiega anche il passo indietro di Paolo Maldini da dt della Nazionale dopo il caso Pirlo. “Maldini lo incontrerò dopo le vacanze – dice -: la decisione sua, e di Leonardo, di fare un passi indietro rientra in quello che io chiamo linearità di comportamento. Su Pirlo era tutto fatto, poi la storia della collaborazione con un sito di scommesse russo. Cosa avrei dovuto fare? Non ci ho dormito ma, alla fine, sono convinto di aver preso la decisione più opportuna”.

Le parole di Malagò arrivano in contemporanea con le verità di Paolo Maldini, svelate in una lunga intervista al Corriere della Sera. “Malagò ha cambiato il patto – spiega per la prima volta l’ex capitano del Milan e della Nazionale dopo le dimissioni da dt azzurro – e ha detto che il ct lo sceglieva lui: non potevamo accettare. Per bocciare Pirlo hanno trovato un pretesto, noi pensavamo anche a De Rossi e Grosso”.

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