Nel risiko bancario non può contare solo il prezzo, la lezione dell’affresco di Simone Martini
Nella battaglia in corso per l’acquisto e lo spezzettamento di Mps c’è una domanda più grande: cosa deve essere una banca oggi nel nostro Paese e in Europa? Solamente un asset finanziario da comprare e rivendere (magari dopo avere guadagnato) oppure elemento necessario e indispensabile al servizio di imprese, risparmiatori e territori? Le domande se le pone Michele Taddei in questo articolo su Impress.
«Sorprende che qualcuno venga e pensi che con il prezzo si possa comprare tutto e dimenticare la storia di due aziende uniche al mondo come Mps e Mediobanca», ha detto riferendosi proprio al board di Intesa San Paolo, autore dell’Opas ostile.
Richiamando la Maestà di Simone Martini, l’affresco trecentesco che domina il Palazzo Pubblico di Siena commissionato dal Governo dei Nove, Luigi Lovaglio (nella foto) ha spiegato: «La Madonna protegge i governanti solo fino a quando questi assicurano che agiranno con senso di giustizia, competenza e rispetto dei più deboli». E ancora: «Dimenticatevi la mia protezione se anteporrete gli interessi vostri personali a quelli della collettività».
Al di là della metafora artistica, il ragionamento è preciso. Nelle operazioni industriali non può contare soltanto il prezzo. Sorprende che lo dica uno che da tutta la vita si occupa di banca e finanza e che lo faccia scegliendo di parlare di arte senese, di identità. E di giustizia.
«E come si distinguono in azienda (gli interessi)? Valutando il razionale industriale! E nell’operazione proposta da Intesa non si riesce a trovarlo». È un passaggio che merita attenzione, anche al di là della contesa societaria e della risposta diretta data al presidente di Unipol Carlo Cimbri che a fine luglio aveva parlato di “un forte razionale industriale e finanziario”. Se dovesse andare in porto l’operazione, lo ricordiamo, a Bper quindi Unipol andranno oltre 600 filiali di Mps più il patrimonio immobiliare.
Ma soprattutto Luigi Lovaglio sembra aprire direttamente a un interrogativo più generale: qual è il valore di una banca, oggi?
È soltanto quello che emerge dal prezzo di Borsa, dagli utili e dal dividendo che può distribuire agli azionisti? Oppure esiste un valore fatto di relazioni, fiducia, territorio, credito alle imprese, lavoro, risparmio e capacità di accompagnare lo sviluppo?
Lo stesso Lovaglio sembra indicare questa seconda strada quando afferma: «Il cda e io personalmente siamo completamente impegnati a trovare una soluzione alternativa che sia nell’interesse di tutti gli stakeholders, perché così si crea un circolo virtuoso: se si tutelano gli interessi degli stakeholders, automaticamente ci sarà un beneficio per gli azionisti». E ancora: «Stiamo lavorando per una soluzione che mantenga l’integrità di MPS e Mediobanca».
Stakeholder, dunque. Non soltanto azionisti, ma dipendenti, clienti, imprese e territori





