La domanda di Lovaglio a sé stesso e il suo possibile significato
Stefano Bisi.
“Come si può presentare un’offerta per smantellare la banca più antica del mondo proprio mentre sta completando il suo rilancio?” È la domanda che l’amministratore delegato della Banca Monte dei Paschi di Siena Luigi Lovaglio fa a sé stesso nel lungo servizio che il New York Times dedica a Rocca Salimbeni. Riuscire a comprendere il significato più profondo di quella domanda servirebbe a capire che cosa ha in testa il banchiere che ha rilanciato così bene il Monte dei Paschi da renderlo molto appetibile in quello che gli addetti ai lavori chiamano il risiko bancario. La domanda è il segno di una resa all’opas lanciata da Intesa Sanpaolo e un attacco al suo ceo Carlo Messina? Oppure è un messaggio che manda al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti allo scopo di sollecitarlo ad agire per salvaguardare l’identità della banca fondata prima della scoperta dell’America? Per capire il senso di quella frase di Lovaglio bisognerebbe conoscere molto bene il banchiere lucano-bolognese, ed io non sono tra quelli, oppure essere fini psicologi e non ho questa qualifica. Potrei chiedere al Guido Carli delle Lastre e vediamo se in questi giorni casualmente lo incontro anche se di Guido Carli ce n’era uno e quello delle Lastre è ammantato da troppa prosopea che talvolta lo fa deragliare nei giudizi. Meglio scegliere una via autonoma di interpretazione del pensiero lovagliano, che mi porta a scrivere che la domanda che si è fatto è una sorta di appello a Giorgetti affinché si muova. Il ministro non è un decisionista e quella frase detta tempo fa (“Vendo le azioni Mps a chi offre di più”) la dice lunga sulle intenzioni di colui che gode di buona stampa, forse al si sopra dei reali meriti. Ma la domanda di Lovaglio a sé stesso forse è anche un appello alle istituzioni locali, ai parlamentari, ai sindacati e alle associazioni di categoria perché facciano sentire la loro voce fino ad oggi molto flebile forse per interessi contrastanti o più semplicemente per vedere come va a finire la partita e poi schierarsi con il vincitore. “Mettiamoci alla stanga” per dirla con Alcide De Gasperi. Forse siamo ancora in tempo.





