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La scuola luogo decisivo per il futuro del Paese, integrare i figli di immigrati deve essere una priorità

Ernesto Galli della Loggia sul Corriere della Sera scrive che la gestione dell’integrazione nelle scuole italiane sia una questione decisiva per il futuro del Paese e che, per la sua rilevanza, non possa essere affidata soltanto al governo o a un ministro. Secondo l’autore, sarebbe necessaria una discussione parlamentare approfondita, con parlamentari liberi da vincoli di partito. Galli della Loggia osserva come in molte scuole, soprattutto del Nord, la maggioranza degli alunni provenga ormai da famiglie immigrate, spesso di religione islamica. Pur ritenendo irrinunciabile che la scuola italiana continui a insegnare i contenuti previsti dall’ordinamento nazionale, evidenzia che ciò comporta inevitabilmente un processo di trasmissione culturale verso studenti che spesso appartengono a contesti molto diversi da quello italiano. L’autore descrive le difficoltà che possono nascere quando insegnanti e studenti si confrontano su temi, valori e riferimenti culturali percepiti come estranei o in contrasto con quelli dell’ambiente familiare degli alunni. Da qui deriverebbero tensioni che possono estendersi anche ai rapporti tra scuola e famiglie, ad esempio su questioni legate all’alimentazione, al Ramadan o alla convivenza tra ragazzi e ragazze. Secondo Galli della Loggia, queste dinamiche sollevano interrogativi sul ruolo stesso della scuola: se resti principalmente uno spazio educativo o se stia diventando un luogo in cui culture diverse si incontrano e talvolta si scontrano. A suo giudizio, insegnanti e istituti si trovano spesso ad affrontare tali situazioni senza strumenti adeguati e con approcci differenti caso per caso. La posta in gioco, conclude, è la capacità dell’Italia di trasformare l’immigrazione in un processo di integrazione che produca nuovi cittadini accomunati da un patrimonio culturale e da valori condivisi, a partire da quelli della Costituzione. Per questo chiede una scelta politica chiara e un indirizzo esplicito del Parlamento sul ruolo che la scuola dovrà svolgere nei confronti dei giovani immigrati destinati a diventare cittadini italiani.

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