Caso Montedomini, a Firenze prende fuoco la polemica con Renzi che punta il dito contro Nardella
Il caso Montedomini continua ad alimentare il dibattito politico a Firenze e non solo e, in vista del Cda del 29 luglio, interviene con toni durissimi Matteo Renzi. L’ex sindaco di Firenze ed ex premier difende il lavoro svolto durante il proprio mandato a Palazzo Vecchio e punta il dito contro la gestione successiva.
“Sono sconvolto da quello che leggo”, afferma Renzi, ricordando di aver rinnovato i vertici di Montedomini appena diventato sindaco e di aver introdotto un regolamento per garantire trasparenza. “Sono orgoglioso di aver portato ordine a Montedomini. In quel regolamento era specificato chiaramente che gli affitti finalizzati allo sfruttamento economico erano incompatibili con la storia e con la vocazione di Montedomini”.
L’ex premier accusa poi direttamente l’amministrazione guidata da Dario Nardella: “Scoprire adesso che Dario Nardella e i suoi fidati uomini, mentre rendevano più complicata la vita ai fiorentini che vogliono utilizzare la libertà privata, regalavano un business pazzesco a soggetti privati, speculando sulla storia di Montedomini, mi indigna”. Renzi ricorda che l’apertura delle locazioni alle società risale a delibere approvate nel 2015 e nel 2018.
Infine l’appello alla sindaca Sara Funaro: “Spero che faccia pulizia e che chi gestiva Montedomini con questo taglio folle sia chiamato a risponderne quantomeno politicamente”. E conclude con un duro affondo: “Montedomini è una istituzione di questa città dal 1400. Non è accettabile che sia umiliata da scelte folli di amministratori privi di scrupolo e di visione. È una vergogna”.





