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Il sindaco di Sovicille stoppa il volo dell’aeroporto di Ampugnano

Con una lettera a La Nazione, il sindaco di Sovicille Giuseppe Gugliotti interviene sull’aeroporto di Ampugnano.

Quando nel luglio del 2025 scrissi ad Enac Servizi per chiedere che fosse illustrato il progetto di sviluppo dell’aeroporto in una pubblica assemblea, testualmente mi fu risposto: “Egr. Sig. Sindaco, certamente accolgo l’invito che mi ha formulato, rappresentandoLe che potremo organizzare l’incontro appena ci sarà uno sviluppo delle tematiche progettuali”.

L’incontro, ovviamente, non c’è stato e la prima ed unica comunicazione che abbiamo ricevuto, dopo un anno, è stata l’indizione della Conferenza dei Servizi da parte di Enac Servizi per l’espressione dei pareri di competenza sul “progetto” (tra virgolette, poi dirò perché) di ottimizzazione della capacità aeroportuale. Siamo alle solite: nonostante tutti i proclami e i virtuosi propositi, non c’è nessuna reale intenzione di condividere con le comunità e con il territorio l’elaborazione di una proposta di questa natura e di questa portata. L’indizione della Conferenza dei Servizi con i termini ristretti e perentori della procedura (45 giorni, forse prorogabili al massimo di dieci giorni, dopo i quali scatta il silenzio-assenso…) – peraltro, “casualmente”, ricadenti nel mese di agosto – sono solo la conferma della volontà di evitare il confronto e il coinvolgimento delle comunità territoriali.

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Con due aggravanti surrettizie. 

La prima rappresentata dal fatto che il progetto presentato in realtà non è un progetto vero, inteso come un disegno organico e completo dell’insieme degli interventi programmati e delle prospettive di sviluppo del sito, ma poco più di una pratica edilizia di rifacimento del nuovo terminal passeggeri, di sistemazione degli hangar, dei piazzali, dei parcheggi, della viabilità.

Non ci è stato illustrato un quadro di quello che si immagina che diventi lo scalo di Ampugnano sia in termini di trasformazioni strutturali (gli investimenti previsti sono gli unici oppure ve ne saranno altri? I venti ettari di fotovoltaico saranno realizzati? Se sì, quando, come? E se sì, a cosa servirà il fotovoltaico, al fabbisogno energetico dello scalo o alla vendita dell’energia?) sia in termini di attività aeronautica (quanti voli? Quanti passeggeri? Come si sosterrà l’attività? Con quali prospettive di sviluppo futuro?). 

È l’antica tecnica della “sfogliatura del carciofo”: affrontare le questioni separatamente in modo da evitare di restituire una visione complessiva e una consapevolezza piena dell’impatto reale prodotto dagli interventi via via programmati. Con l’ulteriore limitazione di non sottoporre l’intero disegno a una unitaria Valutazione di impatto ambientale, in modo da rendere più sostenibile ogni tranche del progetto presa singolarmente.

La seconda “aggravante” si annida in un inciso buttato là – quasi impercettibile – nel documento di indizione della Conferenza dei Servizi.

Si legge ad un certo punto che “potranno essere presentate proposte progettuali, compatibili con la destinazione del sedime, per le integrazioni di attività a servizio del territorio e della collettività”.

Cioè: potete presentare proposte di utilizzi complementari di parte del sedime aeroportuale. Non si capisce perché lo si debba fare in una Conferenza dei Servizi incentrata su meri aspetti edilizi, a meno che non sia una sorta di “contropartita territoriale” per il via-libera al progetto presentato e quindi di apripista al consenso per gli ulteriori interventi che verranno.

Noi abbiamo già presentato proposte concrete e puntuali di utilizzo e di valorizzazione di parte del sedime – il parco sportivo per esempio: proposte in grado di produrre, in breve tempo, benefici significativi per tutto il territorio senese. Siamo disponibili a discuterne, ma non in questa sede, perché le proposte vanno esaminate e studiate nel loro insieme, in modo organico evitando artificiose frammentazioni.

Mettendo in disparte al momento tutte le perplessità legate al conflitto di interesse fra il presentatore del progetto (Enac Servizi società in house interamente detenuta e finanziata da Enac) e l’approvatore finale (Enac stesso, per l’appunto), la nostra risposta alla Conferenza dei Servizi – sulla quale andrebbe fatta anche una verifica di titolarità all’indizione da parte di Enac Servizi – sarà anche questa.

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