Non importa di che colore è il gatto, la citazione di Renzi con l’attribuzione sbagliata
“Non mi importa di che colore è il gatto, l’importante è che acchiappi il topo”. Matteo Renzi, ospite ieri sera di “In Onda” su La7, ha citato con enfasi la celebre massima per sostenere la necessità di un approccio pragmatico a sinistra nella prossima battaglia elettorale. In questo caso il gatto è Vannacci, è il topo da acchiappare è la divisione della destra: se il generale crea “un casino” (Renzi dixit) per la maggioranza guidata da Giorgia Meloni, non sarà certo lui a impedirglielo: “Io, siccome voglio vincere, lo dico male, ho tutto l’interesse machiavellico a vedere la destra divisa”.
L’ex presidente del Consiglio ha però attribuito il proverbio a Mao Zedong. Nessuno lo ha corretto: né i conduttori Marianna Aprile e Luca Telese né Marcello Sorgi, collegato alla trasmissione.
Il problema è che la frase è invece storicamente associata a Deng Xiaoping, il leader cinese che dopo la morte del “Grande timoniere” avviò la stagione delle riforme. La massima divenne il simbolo della linea pragmatica di Deng e dell’apertura dalla fine degli anni Settanta: più spazio al mercato e agli investimenti, pur mantenendo il controllo politico del Partito comunista.
Anche la versione più conosciuta della massima (“gatto bianco o gatto nero”) non coincide con il discorso fatto dal leader cinese. Il 7 luglio 1962, in un intervento dedicato alla ripresa della produzione agricola, Deng ricordò un proverbio del Sichuan citato dal maresciallo Liu Bocheng: “Non importa che sia un gatto giallo o un gatto nero: finché cattura i topi, è un buon gatto”.





