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Grand Hotel con vista su Piazza del Campo c’era ieri e resta aperto oggi

Stefano Bisi.

“Grand Hotel con vista Piazza del Campo” non è l’annuncio su Booking ma come appare il consiglio comunale di Siena che registra un cambio di casacche che può creare qualche grattacapo alla maggioranza che sostiene il sindaco Nicoletta Fabio. Più c’è frammentazione e più è possibile l’instabilità, soprattutto se Maria Antonietta Campolo, neo vannacciana, si metterà a fare le bizze. Non è la prima volta che avvengono cambi di casacca in Comune. Ricordate quando l’assessore comunale socialdemocratico Luciano Lucaroni lasciò il Psdi ma non il posto in giunta, nonostante la reprimenda dell’allora segretario del partito Giuseppe Gotti? “Luciano posa l’osso” gli disse sui giornali. L’osso non venne posato.

E oggi che cosa succede? Il gruppo Siena Sostenibile dice che il consiglio comunale “è oramai diventato il set della commedia di basso profilo ‘il Grand Hotel del centrodestra’ e ci auguriamo e pretendiamo che il torni a rappresentare l’organo di indirizzo e di controllo politico-amministrativo in grado di rappresentare i cittadini e decidere le regole fondamentali per la vita della città. Il lavoro non manca”. Non sappiamo se Gianni Porcellotti, leader di Siena Sostenibile, ricorda una frase analoga di Alcide De Gasperi, allora leader della Democrazia cristiana, che al congresso del partito nel Dopoguerra, di fronte alla critiche dure di Giuseppe Dossetti, futuro prete, disse: “Mettiamoci alla stanga”. Aggiungo: stando al solco. Vale per i democristiani di allora e i socialdemocratici di un tempo, i piddini e i vannacciani di oggi, per gli azzurri e gli ex azzurri, per gli uddicciani e i civici. Per tutti, insomma.

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