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La manovra con le nuove misure ma aspettiamo la stesura definitiva

Con la Manovra a volte ritornano. Come il bonus per le mamme lavoratrici. Secondo quanto riporta stamane il Messaggero, che elenca le varie misure introdotte, è confermato e potenziato il bonus per chi ha due o più figli. Il prossimo anno l’importo dell’aiuto salirà da 40 a 60 euro al mese, quindi fino a 720 euro l’anno se la madre lavorerà per tutti i 12 mesi. Questo contributo mensile aggiuntivo potrà essere ottenuto solo se il reddito annuo da lavoro non supera i 40.000 euro. E sarà riconosciuto fino al compimento del decimo anno del figlio più piccolo, mentre in caso di tre o più figli potrà estendersi fino ai 18 anni sempre del figlio più piccolo. E sempre per chi lavora c’è una flat tax del 5%, per i redditi, da lavoro privato, fino a 32 mila euro annui, a valere sui rinnovi dei contratti collettivi di lavoro stipulati nel 2024, nel 2025 e nel 2026. I lavoratori della Pa potranno invece fruire della detassazione del salario accessorio. Ridotta dal 35% al 33% l’aliquota applicata al secondo scaglione Irpef. La misura produrrà aumenti nei salari fino a 440 euro annui. Il taglio, che colpirà il30 per cento dei contribuenti, vale per i redditi tra 28.000 e 50.000 euro. Secondo il Messaggero l’Upb stima un beneficio medio pari a 408 euro per i dirigenti, 123 per gli impiegati e 23 euro per gli operai, mentre per le partite Iva il beneficio sarà di 124 euro e per i pensionati di 55 euro. Lo scrive openonline ma è meglio aspettare la stesura definitiva dopo il passaggio alla Camera dei deputati.

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