Sanità toscana, arrivati al limite consentito per l’indebitamento ma il quadro è sostanzialmente positivo per Corte dei conti e Giani
Forte indebitamento e conti a rischio sulla sanità toscana, scrive La Repubblica. C’è molto da lavorare per l’assessora regionale alla sanità Monia Monni (nella foto). E’ questo il giudizio della Corte dei Conti sulla situazione di bilancio della Regione Toscana. “Il quadro che emerge dal rendiconto generale relativo all’esercizio finanziario 2025 ” è un quadro sostanzialmente positivo” ma “siamo arrivati al limite consentito” per l’indebitamento “e questo impedisce ovviamente di fare nuovi investimenti”. Lo ha affermato Mario Nispi Landi, presidente della Sezione regionale di controllo per la Toscana della Corte dei conti. L’indebitamento complessivo della Regione Toscana si attesta, al 31 dicembre 2025, a 2,08 miliardi di euro, in lieve aumento rispetto a quello dell’esercizio precedente.
Sono stati contratti nuovi mutui per 125,04 milioni, a fronte di rimborsi di prestiti per circa 106,68 milioni, nel rispetto dei limiti previsti dalla normativa. “Abbiamo sollevato anche questioni sulle modalità con le quali questo indebitamento è fatto, anche con ricorso a strumenti che sono consentiti assolutamente dall’ordinamento, ma che vanno maneggiati con cautela”, ha detto Nispi Landi. “Abbiamo sollevato anche questioni sulle modalità con le quali questo indebitamento è fatto, assolutamente consentite dall’ordinamento ma che vanno maneggiate con cautela. Si tratta di strumenti pienamente consentiti dall’ordinamento, ma che devono essere utilizzati con particolare cautela”, ha spiegato. Per la magistratura contabile sarà quindi necessario rafforzare il collegamento tra la programmazione delle opere e l’individuazione preventiva delle relative coperture finanziarie”.
“È un quadro che complessivamente lancia alla Regione una sfida che deve essere in grado di raccogliere per non fermarsi a inseguire anno per anno i risultati, ma per ottenere un miglioramento strutturale e competere con le realtà più importanti d’Europa”, è la riflessione. Riguardo alla spesa sanitaria il presidente Nispi Landi avverte: “Continua a essere un punto dolente, non dal punto di vista di efficienza del sistema, che la Regione cerca in ogni modo di garantire e mantenere, ma non c’è dubbio che dal punto di vista dei costi qualche problema c’è. Tanto è vero che ha dovuto fare ricorso a un aumento delle imposte. Tutto questo deriva da situazioni congiunturali, ma anche dalle difficoltà che perdurano nella riscossione di alcuni crediti da parte dello Stato”. Secondo la Corte, il finanziamento del sistema sanitario regionale si conferma insufficiente rispetto all’aumento dei costi di gestione, determinato soprattutto dalla crescita della spesa per il personale, i farmaci e i dispositivi medici.
Secondo la magistratura contabile, a pesare sono soprattutto alcuni fattori strutturali: l’invecchiamento della popolazione, che riduce progressivamente la forza lavoro disponibile, la partecipazione femminile al mercato del lavoro ancora inferiore alle potenzialità del territorio, la lenta formazione di capitale umano qualificato e la forte presenza di imprese di piccole dimensioni, spesso meno capaci di investire, innovare e adottare tecnologie avanzate”.
Il presidente Eugenio Giani si dice comunque soddisfatto: “Quella di quest’anno è una parifica che sinceramente mi lascia soddisfatto perché, pur evidenziando aspetti che dobbiamo chiaramente migliorare, è una parifica vera. In passato abbiamo avuto momenti in cui la parifica è avvenuta in due tempi, dovendo poi produrre atti perché potesse avvenire a dicembre in alcune voci, mentre in altri momenti è stata una parifica piena, ma con varie criticità”, ha ricordato il presidente, che si è detto “davvero molto contento e soddisfatto”.





