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I fatti di Bologna e la reazione della destra e della sinistra

Piero Ignazi su InPiù si occupa dei fatti di Bologna. I can’t breath, non riesco a respirare” si lamentava George Floyd il 25 maggio del 2020 fino a che non ha smesso di dirlo, soffocato dal ginocchio di un agente -bianco – sul suo collo per 9 minuti e 39 secondi. Quella morte ha sollevato una grande indignazione negli Stati Uniti dando vita al movimento Black lives matter, al punto che i giocatori di football nell’iconica finale del loro campionato si inginocchiarono per rendere omaggio alla vittima. Un rituale poi seguito anche in alcuni campionati di calcio europei, ad eccezione di quello italiano… Domenica mattina, a Bologna, due poliziotti si sono seduti sopra un uomo, Abderrahim Fakir, titolare di una azienda di facchinaggio di origine pakistana, il quale grida “basta, non riesco a respirare”, E invece ,come si vede in un terribile video continuano a insistere sul torace della persona e soprattutto torcergli al testa tendendola violentemente premuta sull’asfalto. Finché il corpo non si muove più. L’intervento è finito: con la morte di Fakir.
 
La reazione della classe politica è sconcertante. La destra prende immediatamente la difesa dell’operato della polizia, che secondo il nazisteggiante presidente dei deputati di Fdi, Galeazzo Bignami, ha agito correttamente. Che ci sia un morto appare un banale incidente di percorso. Mica si vorrà criticare l’operato delle forze dell’ordine. A ruota si pone, ovviamente, Matteo Salvini. Nessun dubbio, nessuna pietà. L’opposizione, se possibile, fa anche peggio. Emette qualche sussurro di condanna ma non si sogna nemmeno di sollevare un movimento simile a quello americano. Solo il sindaco di Bologna ha un’immediata reazione e convoca una manifestazione, affollatissima. Ma questa iniziativa finisce, come sempre, in mano a un gruppo di abituali casseur, all’interno dei quali è lecito sospettare si muovano degli infiltrati, tanto è scontato il copione ad uso telecamere. A 25 anni dal G8 di Genova e dalla sua “macelleria messicana” nella scuola Diaz e nelle stanze di tortura di Bolzaneto, per la quale l’Italia è stata condannata in ogni sede legale internazionale, nulla sembra cambiato. Le forze di polizia sono tuttora dominate da una cultura repressiva di impronta fascista (ricordiamo che l’agente che intercettò e colpì l’attentatore del mercatino di Berlino si vide ritirare l’onorificenza concessa dal governo tedesco per l’esibizione dei suo attaccamento al fascismo). Ma negli anni passati, responsabili delle forze dell’ordine e classe politica intervenivano per reprimere queste pulsioni violente. L’attuale governo, invece, le fomenta e le protegge. E’ un problema per la convivenza civile e democratica.

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