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Il portavoce di Intesa Sanpaolo, il Senesone o forse due e il richiamo al Chianti ma in terra di Siena i vini sono di più

Stefano Bisi.

Nel pomeriggio afoso della domenica dove si dibatte se il gioielliere di Grinzane Cavour vada graziato o no, l’agenzia Ansa lancia una notizia con una dichiarazione attribuita a un portavoce, senza farne il nome. Sarà il Senesone? Chissà? Ma al di là dell’identità di questo Ufo proviamo a leggere il testo: “L’attenzione alle comunità e ai territori dove opera è un tratto distintivo e riconosciuto di Intesa Sanpaolo, così come lo sono le iniziative volte alla coesione sociale e alla promozione culturale”. E’ quanto mette in evidenza un portavoce di Intesa Sanpaolo “a conferma di quanto già dichiarato dal consigliere delegato Carlo Messina e tutto ciò a maggior ragione vale per la città di Siena, per il rilievo delle sue centenarie tradizioni di mutualità sociale e del ruolo delle contrade”. E fin qui sono parole che ben si adattano al profilo del Senesone (attenti che potrebbero essere due), ma c’è un altro passaggio che farà felice un imprenditore del vino Chianti e membro della deputazione generale della Fondazione Monte dei Paschi, Tommaso Marrocchesi Marzi, che mentre Siena discuteva angosciata sulla notizia dell’opas lanciata da Intesa Sanpaolo, diceva che “erano tutti d’accordo, destra e sinistra”.

“Intesa Sanpaolo – dice il portavoce all’Ansa – intende inoltre riservare particolare attenzione alle piccole realtà imprenditoriali e al fiore all’occhiello della viticoltura chiantigiana”. Ma in provincia di Siena ci sono anche il Brunello e il Nobile, la Vernaccia e i Colli senesi e l’Orcia.

Ma il portavoce di Intesa Sanpaolo vuole tranquillizzare anche il sindacato ricordando “il programma di assunzione per complessivi 13.100 giovani”. Così si placa l’esuberante, ma non troppo, segretaria della Cgil Alice D’Ercole e soprattutto il silente Rossano Rossi, leader regionale dello stesso sindacato, che sulla vicenda Monte dei Paschi, una delle aziende più importanti della Toscana per numero di occupati e per il credito erogato, è in silenzio stampa. Speriamo che il suo tacere porti fortuna come quello di Bearzot ai mondiali vittoriosi di Spagna 1982, ma la partita delle banche non si gioca in un campo di calcio.

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La giustizia e la vendetta, il diritto

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