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Straparlano in troppi ma il gioielliere non è candidabile al parlamento e nemmeno nelle elezioni locali

Il gioielliere di Grinzane Cavour non è candidabile e lo afferma La Stampa in questa scheda. Mario Roggero è stato condannato in via definitiva per duplice omicidio volontario e tentato omicidio, poiché i giudici hanno stabilito che la sua azione non è stata legittima difesa, ma una vendetta.

La Corte di Cassazione ha confermato la ricostruzione dei fatti avvenuti il 28 aprile 2021 a Grinzane Cavour basandosi su elementi oggettivi:

Mancanza del “pericolo attuale”: La legittima difesa richiede che il pericolo per l’incolumità propria o altrui sia in corso. I filmati delle telecamere hanno dimostrato che i rapinatori avevano già lasciato la gioielleria e stavano fuggendo a bordo di un’auto. L’aggressione all’interno del negozio era quindi terminata.

L’inseguimento per strada: Roggero non ha sparato dentro il locale per difendersi, ma è uscito in strada inseguendo i malviventi a piedi. Ha esploso numerosi colpi di pistola contro di loro mentre stavano salendo in macchina.

Assenza di minaccia imminente: I giudici hanno giudicato “illogica” e smentita dai video la versione del gioielliere, secondo cui temeva che i rapinatori avessero preso in ostaggio la moglie o che gli stessero puntando un’arma contro. Al momento degli spari, né lui né i suoi familiari correvano un rischio concreto.

Per questi motivi, la magistratura ha escluso sia la legittima difesa sia l’eccesso colposo, configurando l’azione come un’esecuzione volontaria. La condanna definitiva prevede 14 anni e 9 mesi di reclusione e l’obbligo di risarcire i familiari delle vittime.

La Lega si è subito schierata in difesa di Mario Roggero dicendo di volerlo candidare. Tuttavia, il gioielliere non è candidabile perché la sua condanna definitiva comporta la perdita dei diritti politici e l’incandidabilità automatica stabilita dalla legge italiana.

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Come detto, la Corte di Cassazione ha confermato in via definitiva una pena di 14 anni e 9 mesi di reclusione per duplice omicidio volontario e tentato omicidio. Di conseguenza, si applicano i seguenti blocchi normativi:

Legge Severino: Per reati non colposi con pene superiori a due anni scatta il divieto assoluto di candidatura alle elezioni (locali, nazionali ed europee).

Interdizione perpetua dai pubblici uffici: La durata della condanna implica per legge la revoca del diritto di elettorato attivo (votare) e passivo (essere votati).

A differenza di altri casi politici citati nel dibattito pubblico (come quello di Ilaria Salis, che era candidabile poiché in stato di custodia cautelare in attesa di giudizio), la sentenza passata in giudicato azzera legalmente ogni possibilità di inserimento nelle liste elettorali.

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