La partita non è finita ma l’eventuale conquista non sarà una passeggiata: il ruolo di Confindustria, di soggetti del Comune e del Senesone
“Gli analisti – dice Pierluigi Piccini – un rilancio se lo aspettano: un aumento della componente in contanti risolverebbe almeno alcune delle questioni sollevate, e le trimestrali saranno decisive. Le date da tenere sono due. Il 7 agosto, semestrale di Banca Mps, oltre la quale la passivity rule restringe sensibilmente gli spazi per un accordo con Banco Bpm. E il 10 settembre. Sullo sfondo, due movimenti silenziosi che peseranno più delle dichiarazioni: l’uscita del Mef dal residuo 4,8%, cioè la rinuncia dello Stato a orientare l’esito proprio nel momento in cui avrebbe potuto, e la posizione di Crédit Agricole, primo azionista”. L’ex sindaco di Siena dice che l’opas di Intesa Sanpaolo “non è fallita, dunque. Ma non è più la passeggiata che sembrava a giugno”. E se non sarà una passeggiata lo si deve, oltre alle capacità di manovra di Luigi Lovaglio, anche alla reazione che Siena ha avuto sul piano simbolico. E proprio per questo risulta incomprensibile il comportamento di chi, Confindustria, soggetti del Comune e il Senesone che fa da emissario, vorrebbe preparare una conquista serena del Monte dei Paschi da parte di Intesa Sanpaolo.





