Il sostegno militare all’Ucraina mette in difficoltà il Campo largo
È ancora il sostegno militare all’Ucraina la faglia che corre lungo l’asse Pd-M5s e restituisce l’immagine di una coalizione che, al di la’ degli sforzi, non riesce ancora a dirsi pienamente unita. Lo scrive Agi. “Stanno costruendo una minaccia russa pr convincerci che dobbiamo armarci fino ai denti”: l’eco delle parole del leader M5s alla manifestazione unitaria del centrosinistra, a Napoli, stenta ad attenuarsi, anche perché su quelle parole si innestano ora le polemiche del fronte riformista del Partito Democratico. L’ex premier Paolo Gentiloni, ad esempio, interviene firmando una lunga analisi su Repubblica nella quale afferma senza giri di parole che evocare la diplomazia europea in assenza di aiuti in armi è un esercizio “stucchevole”. Per il leader M5s quello in atto è un attacco del ‘partito del riarmo’ contro un M5s reo di dire la verità su “una folla corsa al riarmo”. E, spiegandolo ai suoi, aggiunge che la linea dei progressisti sul questo tema non può essere quella di Fratelli d’Italia”. Nonostante questo, le parole di Conte hanno fatto sollevare più di un sopracciglio anche all’interno della maggioranza Pd, quella a trazione schleiniana. Giuseppe Provenzano, che del partito democratico è il responsabile Esteri, a domanda diretta sulle parole di Giuseppe Conte risponde: “Dopo quattro anni di invasione criminale dell’Ucraina, mentre l’Italia scopre la capacita’ di penetrazione e interferenza del regime, non è necessario ricorrere all’argomento di uno scontro diretto per cogliere l’entità della minaccia putiniana”.





