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La prudenza di Giorgetti e la centralità smarrita del parlamento

Prudenza è la parola che il ministro Giancarlo Giorgetti (nella foto) l’ha evocata più volte. Lo ricorda La Repubblica. Per rispondere agli attacchi delle minoranze sulla manovra «austera». Così: «Questa politica di austerità io la traduco con il termine prudenza». Una considerazione agganciata al fardello del debito pubblico. Netto il passaggio sulla necessità di cambiare passo sulla spesa: «Non posso continuare a ragionare come si ragionava cinque anni fa, quando i tassi di interesse – ha spiegato – erano zero o negativi e quindi quel debito in qualche modo costava molto poco». Prudenza, ancora, di cui – è la convinzione – «beneficeranno i governi a venire e i giovani». Ma il ministro non si sottrae nemmeno alla norma più politica della manovra: l’oro di Bankitalia. «È chiaramente del popolo italiano», taglia corto. Poi ricorda che via Nazionale paga un dividendo allo Stato. «Il nostro governo – dice con un filo di ironia – è sfortunato perché quest’anno», la Banca d’Italia «ha pagato 600 milioni», mentre nel 2021 cinque miliardi. L’ultimo affondo è un monito al Parlamento. «È andato via via perdendo la centralità, la dimensione che dovrebbe essere propria, con di fatto un monocameralismo che constatiamo da diversi anni: questo dovrebbe interrogare tutti noi».

Chi ha fatto perdere la centralità al parlamento?

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Per Natale tutti, o quasi, al ristorante

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